Razzi verso Dimona, ma cittadella atomica è blindata

”I razzi di Hamas contro il nostro reattore? Non temiamo rischi nucleari”. Il vice sindaco di Dimona Ariel Lalush ha usato parole rassicuranti con i giornalisti che lo hanno contattato. Eppure nelle ultime ore, le sirene di allarme anti missili sono risuonate piu’ volte in questa localita’ nel sud del Paese, sede del Centro di ricerca nucleare del Negev (dotato di reattore atomico).

Lalush pero’ ha respinto ogni ipotesi su un possibile pericolo di contaminazione nucleare dell’ambiente nel caso in cui ordigni sparati da Gaza colpissero il sito. ”Non posso rivelare alcun dettaglio: abbiamo ricevuto istruzioni precise – ha detto parlando anche a nome del primo cittadino – su quanto possiamo riferire alla stampa. Ma quello che mi sento di affermare e’ che non c’e’ possibilita’ che il sito atomico sia danneggiato, a prescindere da quali missili possano essere utilizzati contro di noi. Cerchi di capire – ha aggiunto – quello che le sto dicendo…”.

Da anni, fonti non ufficiali sostengono che lo stabilimento di Dimona produrrebbe armi nucleari in laboratori interrati a grande profondita’. Queste voci – mai confermate, ne’ smentite da Israele – sono state rilanciate dalla stampa in occasione degli ultimi attacchi dalla Striscia. Il dossier tuttavia resta top secret. ”Di questo non parlo – ha tagliato corto il vice sindaco -. Aggiungo invece che i 40mila cittadini di Dimona stanno riprendendo la propria routine quotidiana e che il comune monitora la situazione e diffonde indicazioni tramite stampa locale e radio”.

La zona del Negev, tuttavia, resta sotto tiro. Nelle ultime ore l’allarme anti missili e’ risuonato per la prima volta anche a Mizpe Ramon, pochi chilometri a sud di Dimona. Una tappa obbligata per scendere verso Eilat, sul Mar Rosso ed un sito paesaggistico e naturalistico straordinario visitato da centinaia di turisti, italiani compresi. Qui si trova l’hotel Beresheet, vero tempio del lusso nel deserto. ”Non ce lo aspettavamo – hanno sottolineato all’albergo -, ma noi abbiamo procedure di sicurezza ed esercitazioni tutto l’anno: siamo dotati di rifugi e gli ospiti ricevono istruzioni su cosa fare in caso d’emergenza. Tutti hanno reagito con compostezza e, in 10 minuti, ciascuno ha ripreso le proprie attivita”’.