Quirinale, Epifani: ora un candidato Pd e un partito compatto

"Avremo gli occhi del Paese e anche dell’Europa puntati addosso, il Pd non può sbagliare. Ne abbandonarsi a fronde interne". Lo dice chiaramente l’ex segretario del Pd Guglielmo Epifani, oggi uno dei leader della minoranza del partito, in un’intervista a Repubblica. Per la successione al Colle "sarebbe ragionevole andasse una personalità del Pd" e "quando partirà il vero e proprio lavoro istruttorio, e non potrà che avvenire dopo le dimissioni del capo dello Stato anche per rispetto verso una grande figura come quella di Napolitano, il Pd deve munirsi di due atteggiamenti convergenti. Il primo: evitare quello che successe un anno e mezzo fa, quando furono bruciati dei candidati e non si riusci a trovare una soluzione se non chiedendo a Napolitano un sacrificio. L’altro: la consapevolezza che se il Pd riesce a restare unito ha un peso determinante. I Democratici non possono sentirsi il tutto, però siamo più di una parte".  

Secondo l’ex leader Cgil il Pd deve "essere all’altezza della situazione. Il criterio principale è puntare a un presidente di alto profilo, di garanzia, che abbia esperienza. Il Pd non può imporre, ma neppure subire veti. Sentire alcuni partiti dire ‘no a una persona di sinistra’ era ed è inaccettabile".

E a proposito dell’ultima esperienza vissuta dal partito con l’affaire Prodi-franchi tiratori, sottolinea: "Siccome veniamo da un’esperienza di quel tipo e, soprattutto chi è entrato in Parlamento per la prima volta, è rimasto scottato da quello che avvenne, spero davvero che possa esserci quel senso di responsabilità che allora mancò". E ancora, chiosa, "quella vicenda dolorosissima fu figlia di un passo falso fatto all’inizio".