Quirinale, Di Maio: “Basta bruciare nomi, rischio di elezioni anticipate”

“Chiamerei Berlusconi per dirgli ‘stai attento ai tuoi compagni di percorso, a Salvini e Meloni’”. Sul capo del Carroccio: “E’ sleale”

Luigi Di Mario, ministro degli Esteri, ad Agorà su Rai3, a proposito della corsa al Quirinale ha detto: “Stiamo giocando a bruciarci i nomi migliori, i retroscena riducono le possibilità di Franco a palazzo Chigi e questo aumenta il rischio di elezioni”.

Secondo il titolare della Farnesina è proprio “l’esempio di cosa non bisogna fare in questo momento”. Si tratta di “un meccanismo della politica, lo abbiamo visto in questi giorni: Calenda brucia Gentiloni, un altro si sveglia e fa un altro nome, e questo aumenta il rischio elezioni”. Quindi “non possiamo avallare giochetti di partiti, individuiamo il miglior profilo per il Quirinale e tutto il resto verrà da sé”.

“Se ora stiamo crescendo del 6% e il prossimo anno abbiamo l’execution del PNRR, se facciamo l’anno prossimo le elezioni anticipate vedremo un calo della crescita e il blocco dei progetti europei”. Ciò detto, “non si decide sul Quirinale in base al fatto se si va a votare prima o dopo”, aggiunge il ministro.

Quello sul ”reddito di cittadinanza” e “un tema di dibattito, come è giusto”. Si tratta di ”una misura rifinanziata dal governo Draghi”, ”ora il dibattito si chiuda”. Noi ”stiamo lavorando per aiutare la fascia più debole dei lavoratori”.

‘CHIAMEREI BERLUSCONI PER DIRGLI DI STARE ATTENTO A SALVINI E MELONI’

”Non ho mai chiamato Berlusconi in vita mai, forse sono l’unico”. ”Oggi vorrei chiamarlo per dirgli ‘stai attento ai tuoi compagni di percorso, a Salvini e Meloni’”. Di Maio ha riconosciuto ”il vero senso di genuinità con cui Berlusconi vuole andare al Quirinale”.

‘SALVINI SLEALE’

”Io e Salvini insieme scegliemmo Conte, che ora è leader della mia forza politica. Quindi non posso che essere contento del percorso insieme. Sono meno contento della mancata lealtà di Salvini. Che dopo che per un anno aveva detto a me e a Conte andiamo avanti per cinque anni, ha fatto saltare il governo tra un mojito e l’altro al Papete”.

“Non uguali a Pd, ma valori e progetto comune”

“Condivido le perplessita’ di Conte sulla questione dei piccoli partiti nelle coalizioni, perche’ invece di rafforzare l’albero spesso lo scuotono. Ho detto e ripeto che Renzi lo vedremo presto nel centrodestra”.

“Sul ddl Zan si e’ costruita una maggioranza per fare un giochetto, nell’ottica del Quirinale, per dire ‘questi sono i numeri e voi dovete essere messi da parte’. Ma – rivendica il ministro degli Esteri – M5s e Pd rappresentano, nei valori e nel percorso che stiamo portando avanti, un progetto comune”. “Certo – osserva ancora – non siamo uguali, ed e’ giusto che sia cosi’, ma credo che Conte e Letta stiano facendo un grande sforzo per presentarsi alle elezioni del 2023 con un obiettivo chiaro, quello di disegnare un programma per il Paese che si basi sull’ecologia e il supporto alle fasce piu’ deboli”.