Alla fine il nome su cui hanno deciso di convergere Silvio Berlusconi e Pierluigi Bersani è quello di Franco Marini. Sarà lui il candidato al Colle per PdL e Pd. Nella riunione alla Camera con i gruppi del PdL, il Cavaliere ha spiegato: “Quando nel 2008 e’ caduto Prodi, Marini ha avuto un comportamento leale e corretto. Ha consegnato il mandato e si e’ andati al voto. Marini rappresenta una soluzione che non e’ una sconfitta. Una sconfitta sarebbe stata con dei nomi che stavano scendendo in campo”. Inoltre, Marini “e’ una persona che conosciamo da tempo – ha aggiunto Silvio -, non ha militato nelle nostre fila ma viene dal popolo. E’ stato segretario della Cisl, un sindacato legato ai cattolici e alla Democrazia Cristiana, un sindacato capace di buone autonomie. Con lui il nostro presidente Renato Schifani ha avuto ottimi rapporti”. Voterà per Marini anche la Lega, ha sottolineato l’uomo di Arcore, precisando tuttavia che non e’ detto che Marini vada bene al primo voto, visto che – è il ragionamento del Cav – il Carroccio voterà per lui, ma Renzi dice di no e Vendola si sta agitando. “Grillo ha proposto Rodota’ e speriamo che non sia sponsorizzato da qualcun altro con esiti a dir poco negativi. Occorre votare compatti e non bisogna far mancare nemmeno un voto”, sarebbe stata l’esortazione del leader azzurro, che avrebbe aggiunto: “crediamo che questa sia la soluzione migliore che in questo momento potessimo ottenere”.
E nel centrosinistra? Secondo quanto si apprende, l’indicazione di Franco Marini come candidato al Colle da Pier Luigi Bersani sarebbe stata accolta con un blando applauso dall’assemblea dei gruppi di Pd e Sel. Il nome dell’ex presidente del Senato, infatti, non convince molti sia nel Pd che in Sel. Non solo i renziani ma anche deputati in ordine sparso che hanno gia’ dichiarato il loro no all’ex segretario della Cisl, da Pippo Civati a Marianna Madia a Sandra Zampa. Piu’ di una perplessita’ anche tra i parlamentari di Sinistra e Liberta’. Ma Bersani è convinto di essere nel giusto: “’Siamo in un mare mosso, insieme alla larga coesione servira’ esperienza politica, capacita’ ed esperienza. Marini sara’ in grado di assicurare convergenza delle forze di centrodestra e centrosinistra, ha un profilo per essere percepito con un tratto sociale e popolare. E’ una personalita’ di esperienza con con carattere di reggere le onde e con radici nel mondo del lavoro”.
Ma il Pd è davvero diviso. Matteo Renzi, ospite alle “Invasioni barbariche” su La7, non ha usato mezzi termini: “Votare Franco Marini significa fare un dispetto al Paese, perche’ si sceglie una persona piu’ per le esigenze degli addetti ai lavori che non delle esigenze dell’Italia. Non so cosa faranno i miei – ha aggiunto il sindaco di Firenze -, anche perche’ mi piace pensare che non ho i ‘miei’, ma i parlamentari rappresentano gli elettori". "Marini lo conosco, mi sta simpatico e se sara’ eletto sara’ il primo a mettere la foto dietro la scrivania. Ci sono tanti motivi per cui non mi piace: era il candidato del secolo scorso, distrusse il Ppi per fare un accordo con D’Alema per andare al Quirinale". E ancora, il rottamatore per eccellenza: “Il nome di Marini l’hanno fatto scegliere a Berlusconi, gli hanno presentato una rosa di nomi e hanno detto ‘scegli tu’". “Non voglio sentir parlare di renziani o franchi tiratori – ha continuato Renzi -, ma credo che domani ci saranno molte persone che non voteranno Franco Marini. E spero che lo dicano. Chi ritiene che quella di Marini non sia la candidatura adatta non scriva un altro nome ma alzi la mano e lo dica. Bisogna avere il coraggio di essere coerenti”. – "Sicuramente Rodota’ e’ meglio di Marini, ma ce ne sono tanti meglio di Marini", anche Romano Prodi, Emma Bonino e Giuliano Amato "sono meglio".
Ignazio Marino, candidato sindaco di Roma, su Twitter cinguetta: “Sono preoccupato: rispetto Franco Marini ma non penso possa rappresentare l’Italia di oggi e di domani". Su Facebook Massimiliano Smeriglio di Sel: “Il voto per Marini e l’accordo Pd-Pdl e’ un errore tragico che ci riporta nel pantano. Stefano Rodotà è la possibilità di cambiare il Paese”. E Rosy Bindi, su La7 a “Otto e mezzo”: “Se Franco Marini fosse il presidente delle larghe intese, non sarebbe il mio presidente". Sandra Zampa, deputata Pd, su Twitter:- "Non votero’ mai Franco Marini”.
Beppe Grillo, portavoce del Movimento 5 Stelle, dal palco di Pordenone – il comico genovese è tornato a girare per le piazze italiane – usa l’ironia: "Pensavo fosse Valeria Marini e mi dicevo ‘ha fatto la sindacalista?’. Il gesto che hanno fatto Bersani e Berlusconi di chiudersi di notte per decidere il presidente dell’Italia e’ vergognoso e io non me lo dimenticherò”, ha assicurato.
MARINI PARTE DA QUOTA 705, MA MOLTE INCOGNITE Votazione sul filo del quorum quella che si preannuncia domani per il Quirinale. Franco Marini – senza i voti della Lega Nord, dei renziani e con Sel che al momento fa trapelare il suo no optando invece per Rodotà – supera la maggioranza richiesta di 672 preferenze per una trentina di voti, ma i dubbi sulla compattezza del Pd e di Scelta Civica non lo mettono al riparo da sorprese. Stando agli annunci ufficiali, Marini parte da un potenziale massimo di 705 voti: 403 voti dal centrosinistra (senza 51 renziani, 45 di Sel e il rappresentante regionale del Pdci che non lo voteranno), 232 del centrodestra (senza i 40 leghisti) e i 70 montiani, che si riuniranno giovedì ma appaiono divisi al loro interno. La maggioranza richiesta per essere eletti al primo scrutinio, e’ di 672 voti.
































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