Con la legge n° 75 del 20/2/58 furono bandite le case di tolleranza e da allora è iniziato lo schifo che ha invaso le strade di periferia, e non solo, ove viene esercitato, con il supporto di vere e proprie bande di mascalzoni, quello che veniva fatto nelle "case chiuse" e sotto il controllo igienico sanitario. La situazione nel tempo è andata sempre peggiorando e nessun politico e/o istituzione sembra che si sia accorto di tale scempio.
Oltre a quanto precede, da qualche anno la situazione della sicurezza è scesa a livelli talmente bassi che in alcune città, appena scende il buio, si assiste ad una specie di coprifuoco. Abbiamo delle vere e proprie bande armate che con il volto "civilmente" coperto mettono a soqquadro città, bloccano vie di comunicazione e assaltano le forze dell’ordine ed al massimo ricevono un puffettino dalla magistratura, la stessa magistratura che considera, dopo ben 18 anni, un "tentativo di organizzazione militare" l’attività delle camicie verdi; viene proprio da chiedersi dove vivono certi magistrati.
Da un po’ di tempo sta prendendo sempre più piede la pratica di occupare abitazioni quando il proprietario e/o affittuario si assenta per qualche giorno ed anche in questo caso nel 90% dei casi le nostre leggi si calano le braghe al cospetto dell’illegalità: abbiamo addirittura scoperto che esse si genuflettono anche al cospetto dei rom e di altri che con arroganza vogliono imporre, riuscendoci, il loro volere.
Che dire inoltre dei derelitti che, specialmente dopo la sconsiderata apertura all’immigrazione, clandestina e non, non avendo un tetto sotto il quale ripararsi, sul far della notte invadono alcuni locali (sottoscala, ripostigli, androni etc, etc) degli ospedali? E’ umano che costoro trovino un riparo, ma che, chiudendo entrambi gli occhi, venga concesso loro di bivaccare ove dovrebbe essere imperativo il rispetto dell’igiene è semplicemente pazzesco. Anni or sono un ministro della Sanità, se non erro Costa, soleva fare ispezioni notturne agli ospedali, l’attuale forse non sa nemmeno ove essi siano dislocati.
Di fronte all’attuale "casino italico" tutti tacciono: politici, ministri, parlamentari, presidenti di Camera e persino il Capo dello Stato, il quale mai, e neanche nell’ultimo sermone, ha fatto un accenno a tale abnorme situazione. Vabbé, costoro non hanno da temere in fatto di sicurezza in quanto hanno le scorte pagate dai contribuenti. Possibile che il nostro amato Paese debba essere ridotto ad un postribolo diretto e governato da facce di bronzo?





























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