Esagerato parlare di scontro, tanto quanto era stato probabilmente eccessivo parlare di accordo. Ma certo i toni di Pier Luigi Bersani nei confronti di Mario Monti sono stati oggi piuttosto duri. Al premier che di fatto gli ha chiesto di scaricare Nichi Vendola, se e’ davvero "interessato a una collaborazione", il leader del Pd ha chiarito che il perimetro del centrosinistra non cambia. "Il mio polo e’ il mio polo e che nessuno lo tocchi", ha scandito, "a partire da li’ sono pronto a discutere", ha ribadito. E con Monti "non c’e’ nessun patto". Ma e’ soprattutto sui contenuti che Bersani ha lanciato oggi la sfida agli avversari, con un affondo a Silvio Berlusconi e una proposta per dare ossigeno alle imprese che hanno crediti verso la pubblica amministrazione. “Se tocchera’ a noi, nel 2013 il governo paghera’ gli arretrati alle aziende che hanno lavorato per la pubblica amministrazione per un importo pari a 10 miliardi di euro l’anno per 5 anni", ha spiegato. E "la liquidita’ sara’ trovata emettendo Titoli del Tesoro sul modello del Btp Italia vincolati esclusivamente al pagamento dei debiti". Il progetto non dovrebbe incontrare ostacoli in Europa, anche perche’ gia’ altri Paesi hanno meccanismi di pagamento che prevedono titoli di debito pubblico. E poi l’Italia e’ nel mirino di Bruxelles proprio per i ritardi sui pagamenti che dovrebbero essere fatti, in base a una direttiva Ue, entro 30-60 giorni al massimo e non dovranno piu’ far ricorso ai prestiti bancari. Certo l’emissione di titoli andra’ a pesare sul debito pubblico ma del resto "i debiti sono gia’ noti agli investitori internazionali" e anche se oggi sono fuori dai conteggi l’Europa sa bene che esistono.
Alla "demagogia" di Berlusconi, Bersani ha dunque ribadito di voler rispondere solo con il programma e ha sfidato il suo avversario a restituire non l’Imu ma i soldi usciti dalle casse dello Stato con alcune misure prese insieme alla Lega. "Propongo a Berlusconi tre grandi restituzioni: il condono tombale dell’anno 2002-2003 fatto in modo che nessuno ha pagato la seconda e la terza rata, cosa da oscar mondiale, poi le quote latte e infine i soldi spesi per l’Alitalia". Quanto a Monti, Bersani ha respinto al mittente la richiesta "di fare delle scelte nel suo polo". Il centrosinistra vuole vincere con le proprie forze, hanno ribadito al Nazareno, e con le proprie proposte. Poi vale sempre l’impegno a una collaborazione futura con le forze moderate, costituzionali e antipopuliste, "come sta scritto sulla Carta d’intenti".






























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