Silvio Berlusconi, ospite del Tg di La7, promette: “se eletto, toglierò l’Imu. Se non lo farò cambierò nome e non mi chiamerò più Silvio Berlusconi”. Il direttore del tg, Enrico Mentana, gli chiede allora come si chiamerà: “Giulio Cesare”, risponde il Cavaliere, che sottolinea: “Credo di aver dato dimostrazione plurima di aver realizzato le cose con serietà”, per questo assicura che manterrà la promessa di eliminare la tassa sulla prima casa.
Mentana chiede all’ex premier dove sono i soldi per poter cancellare l’Imu: "Sono quattro miliardi sugli 800 miliardi che costa la macchina dello Stato. Si trovano da diverse parti: abbiamo pensato di toglierlo da quanto potremmo trovare da dei capitali di cittadini italiani situati in Svizzera… Comunque, sono quattro miliardi una tantum che si possono ricavare da quella fonte". "Immediatamente c’e’ la Cassa depositi e prestiti disponibile per la liquidita’ e si possono anche ricavare da interventi di riduzione della spesa che noi abbiamo intenzione di operare subito: 16 miliardi l’anno che si possono raggiungere, da cui e’ possibilissimo tirarne fuori quattro".
A Mentana che gli fa notare di aver appoggiato l’esecutivo di Mario Monti il Cav risponde: “Io ho votato pochissime leggi” e sul si’ all’Imu ricorda “fu una notte dolorosissima. Noi siamo intervenuti sempre cercando di modificare provvedimenti ma via via il governo e’ stato sempre piu’ succube della Cgil allora abbiamo determinato una dichiarazione di non piu’ fiducia. L’ultima finanziaria e’ stata riscritta da noi. Per amor di patria e di responsabilita’ per il Paese abbiamo accettato di vedere cosa facesse questo governo di tecnici che applicando acriticamente le regole imposte dall’Ue su suggerimento della Germania ha portato l’Italia dentro una spirale recessiva”.
Berlusconi ha ribadito che, in caso di vittoria del Pdl, il meglio che lui possa fare "e’ il ministro dell’Economia". Infine, alla domanda di Mentana su chi sceglierebbe per una coalizione nazionale tra Bersani e Monti, Berlusconi ha risposto: "Darei sostegno solo a chi e’ disponibile a votare con noi i cambiamenti alla Costituzione".






























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