PdL, Giro: lacerazione profonda, deluso dai ministri azzurri

"La lacerazione è profonda. Abbiamo idee, valori e cultura comuni. Ma le belle parole non bastano. Un partito unito si riconosce dai fatti". Così il senatore Francesco Giro spiega le difficoltà del Pdl dalla colonne del Tempo. E sull’uscita degli alfaniani l’ex sottosegretario ai Beni culturali dice: "Il rapporto politico è disintegrato. O nasce un partito con due correnti che inevitabilmente diventeranno sottocorrenti" o "si verifica una scissione in due partiti, che magari si possono federare. Non sarei contrario a un’ipotesi di coalizione". E se il Senato approva la decadenza egli alfaniani appoggiano il governo? "Allora sarebbe difficile. Una parte al governo e l’altra all’opposizione… Berlusconi è uno dei tre leader che hanno permesso all’esecutivo di nascere. Sarebbe un fatto drammatico politicamente e umanamente. Non ne faccio un problema morale. Non misuro il tasso ematico di berlusconismo".

Dopo avere spiegato che la frattura nel Pdl si è consumata dopo il 2 ottobre sulla fiducia al governo Letta, sottolinea: "La stabilità è un principio astratto. Il governo non funziona, è pasticcione. E non è fatto da fuoriclasse ma da dilettanti". E dà un giudizio critico anche dei 5 ministri Pdl: "Mi hanno molto deluso. E’ un governo confuso, c’è poca serietà e molta propaganda. La legge di Stabilità è confusa, sgangherata, non coraggiosa. Il governo l’ha ripudiata dicendo: cambiatela a saldi invariati. Come nelle manovre di galleggiamento dei governi balneari. Sull’Iva ci hanno preso in giro, l’Imu ha cambiato nome. I tagli alla sanità non dovevano esserci ma ci saranno. Ma quale risultato storico…".