PdL, Biancofiore: per amore di Berlusconi pronti a tornare al voto

ELEZIONI EUROPEE RINGRAZIAMENTI PDL / BIANCOFIORE FOTO DI ALESSIO COSER

Michaela Biancofiore, PdL, sottosegretario del governo Letta, fra le “amazzoni” del Popolo della Libertà, intervistata da Repubblica, spiega che il ritorno alle urne è sempre possibile: "Il ritorno al voto è nelle cose fin dal primo momento. Dal giorno in cui si sono chiuse le urne a febbraio. Il governo del quale faccio parte sta operando bene, sia chiaro. E Berlusconi ci dice in privato, come sostiene in pubblico, che le sue vicende vanno tenute distinte dai destini dell’esecutivo". Detto questo, “il Pdl ha un suo pensiero autonomo e potrebbe decidere, per affetto, di reagire in difesa del presidente Berlusconi, sfidando anche le sue resistenze”. Insomma, il partito potrebbe pensare, per amore verso il proprio leader, di togliere l’appoggio all’attuale esecutivo, farlo cadere e andare a elezioni anticipate: “Di finestre per tornare al voto, se si vuole, se ne trovano anche in autunno. Il 27 ottobre ad esempio si riaprono le urne in Trentino Alto Adige", ricorda Biancofiore, che poi punta il dito contro quello che definisce un vero e proprio “accerchiamento giudiziario" nei confronti di Berlusconi. In caso di interdizione del leader del Pdl al termine del processo Mediaset, la Biancofiore avverte: "Sarebbe la classica vittoria di Pirro" in quanto "Nessuno potrà impedire a Berlusconi di fare politica fuori dal Parlamento. E il ripristino del simbolo di Forza Italia, che incarna ancora la rivoluzione liberale berlusconiana, segnerà il ritorno al partito movimentista, popolare”.

Certo è che, accada quel che accada, “noi andremo dove Berlusconi ci dira’ di andare”, sottolinea l’amazzone, “e quando dico noi, intendo noi berlusconiani ‘termopiliani’, berlusconiani eroici che di fronte al tentativo di annientare il loro capo rispondono ai vari Serse che ci intimano di gettare le armi: ‘Molon Labe’ ‘, ‘Venitele a prendere, se ne siete capaci!’”.

L’odio delle toghe rosse nei confronti del Cavaliere dura ormai da vent’anni, ribadisce il sottosegretario Biancofiore, secondo cui “è venuto meno il principio cardine della leale collaborazione tra poteri” e “non mi permetto di dire che il Quirinale dovrebbe intervenire. Ma di fronte a una cosi’ persistente persecuzione giudiziaria con finalita’ politica, visto che prima del ’94 Berlusconi non aveva mai ricevuto alcun avviso di garanzia, vorrei che qualcuno facesse semplicemente rispettare il diritto”.