Situazione politica drastica per l’Italia. Silvio Berlusconi lo sa e non vuole restare con le mani in mano. E’ sempre ricoverato all’ospedale San Raffaele di Milano – potrebbe essere dimesso nel fine settimana -, ma non per questo non pensa all’immediato futuro. Così il Cavaliere ha deciso di riunire nella sua stanza i big del partito, per fare il punto della situazione, in vista soprattutto delle prime sedute di Camera e Senato.
Poco prima delle ore 16, sono giunti al San Raffaele, fra gli altri, i coordinatori Sandro Bondi e Denis Verdini, il presidente uscente del Senato, Renato Schifani e i capigruppo uscenti di Camera e Senato, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri. A guidare la delegazione pidiellina, naturalmente il segretario Angelino Alfano.
L’incontro è anche l’occasione per un confronto tra le varie anime del Pdl sull’oppotunita’ di oganizzare o meno un ‘Aventino’ parlamentare. Infatti, probabilmente venerdì mattina, prima dell’avvio delle votazioni per l’elezione dei presidenti di Camera e Senato, il PdL deciderà la linea sulle nomine, anche dei capigruppo. Un vero è proprio rebus si presenta di fronte agli azzurri. Al Senato dovrebbe essere indicato come candidato naturale Renato Schifani, mentre a Montecitorio resterebbe in pole Maurizio Lupi (sarebbero scese le quotazioni di Renato Brunetta). Ma questi nomi hanno suscitato non poche polemiche nelle ultime ore, dunque è giusto confrontarsi apertamente e valutare ogni possibile strada da percorrere.
La prossima settimana, secondo programma, si dovrebbero tenere le consultazioni al Quirinale. Meglio fare presto, il tempo stringe: eventuali nodi vanno sciolti prima possibile.
BONDI: NON SI E’ PARLATO DI POLITICA Secondo quanto riferisce il senatore del PdL, Sandro Bondi, a Milano con il Cavaliere non si sarebbe parlato di politica: "Non si e’ parlato ne’ dei temi della stretta attualita’ politica ne’ dell’opportunita’ di promuovere un Aventino al vertice convocato da Berlusconi all’ospedale San Raffaele con lo stato maggiore del Pdl". L’ex ministro della Cultura ha chiarito che non e’ stata una riunione politica: "Siamo stati qui per salutarlo, per stargli vicino e per dimostrargli il nostro affetto", ha spiegato chiarendo che le condizioni di salute non consentono ancora all’ex premier di lasciare l’ospedale: "Potrebbe stare meglio". Alla domanda se Berlusconi sia provato, il coordinatore del Pdl ha poi risposto: "Provato no, ma e’ preoccupato per il futuro del Paese".
































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