Pd, Richetti: “Grande clima di consenso intorno a Renzi”

“Per prima cosa ci chiedevano: mai più divisioni e persone che ostacolano il nostro partito dall’interno mentre è impegnato in riforme e cambiamenti”

Matteo Richetti (Pd), portavoce del coordinamento nazionale della mozione Renzi, è intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus.

Primarie, risultati nei circoli. “In queste settimane di lavoro con Renzi abbiamo fissato l’obiettivo di chiudere in testa con più del 50% dei consensi questa prima tornata nei circoli. Sono rimasto colpito da un clima di grande consenso a Renzi, non solo di gente che veniva a votare, ma anche di gente che argomentava. Per prima cosa ci chiedevano: mai più divisioni e persone che ostacolano il nostro partito dall’interno mentre è impegnato in riforme e cambiamenti. Poi c’è un respingimento fortissimo dell’idea di scissione. I dati Istat raccontano che la disoccupazione giovanile per la prima volta sta diminuendo in maniera molto significativa. Questo tipo di cambiamento, avviato dalle riforme del governo Renzi, non può essere interrotto”.

Uomo solo al comando. “C’è modo e modo di esercitare la leadership. Anche chi sta votando Renzi lo sta invitando a non replicare la stagione dell’uomo solo al comando. Fare le riforme calate dall’alto non funziona più. La gente ci dice: vi restituiamo quella fiducia che il 4 dicembre si è interrotta, ma ci sono atteggiamenti che vanno cambiati”.

Segretario e premier. “C’è un codicillo sacrosanto che prevede che il segretario del Pd è anche candidato premier. Non sfuggono a nessuno due dettagli: Renzi, consapevole di questa critica, si presenta in ticket con Martina e quindi se diventasse premier il partito sarebbe pronto ad una conduzione Martina”.

Elezioni 2018. “Nella competizione elettorale si parte dai leader degli schieramenti. Le larghe intese sono un elemento di necessità eventuale dopo il voto, non si parte prima del voto con quell’obiettivo. Ci si presenta agli elettori con un programma chiaro, con uno schieramento forte, poi tutto quello che accade dopo è affidato al Capo dello Stato e alla Costituzione”.