Pd, Renzi: Se perdo lascio. Ma poi smentisce: Non mollo e non mollerò mai

Meno male che aveva capito di aver sbagliato a personalizzare tutto", commentano subito i detrattori dell'ex premier. "Matteo è più in campo che mai, altro che lasciare", si affannano a ripetere i suoi

“Mi pare evidente che stavolta me ne andrò davvero”. L’anticipazione di un’intervista rilasciata da Matteo Renzi a Panorama, battuta intorno all’ora di pranzo, agita il Transatlantico. “Meno male che aveva capito di aver sbagliato a personalizzare tutto”, commentano subito i detrattori dell’ex premier. La smentita, però, arriva nel giro di pochi minuti. “Con tutta l’amicizia per Andrea Marcenaro (autore dell’intervista, ndr) non ho mai detto ciò che Panorama ha riportato. Non l’ho detto e stavolta – sottolinea Renzi – non l’ho nemmeno pensato. Gli ho spiegato a pranzo per un’ora perché non ho mollato e a questo punto non mollerò mai”, assicura.

“Matteo è più in campo che mai, altro che lasciare”, si affannano a ripetere i suoi e anche il cronista butta acqua sul fuoco: “Con tutta l’amicizia per il presidente Renzi – replica – ho riportato pianamente il colloquio: ‘Questa volta sarei tornato alla politica solo con i voti’. Senza voti niente impegno politico? ‘Mi pare evidente’. A me pareva scontato. Non vedo dove sia la notizia, né lo scandalo”.”Senza voti niente impegno politico”, insomma, il ragionamento di Renzi. “Ho semplicemente detto che sarei tornato alla politica solo con i voti”. “Quante volte gli è stato rimproverato di essere arrivato a palazzo Chigi senza essere passato per le elezioni? – Chiariscono i suoi – adesso si passa dal congresso e, se lo vince, dalle urne”. La corsa alla smentita, però, fa sorridere gli avversari interni ed esterni al Pd. “Ha paura che si riformi la ‘Santa alleanza’ che lo ha messo Ko al referendum”, ironizza un deputato. Chi però è vicino all’ex premier fornisce, però, un’altra possibile lettura: “Il clima è cambiato, non c’è più questo astio contro Matteo – spiega – anche perché, quanto a leader, in giro è il deserto”. Di più. La forzatura su un possibile addio? “Almeno abbiamo risolto il problema dell’affluenza”. Chi non vuole che lasci sarà della partita – è la tesi – e in questo momento sono in tanti a chiedergli di non mollare.A dirsi “preoccupato” per una possibile scarsa affluenza è anche Andrea Orlando. “Se il 30 aprile andranno a votare 1 milione, 1,5 milioni di cittadini il Pd sarà oggetto di un bersagliamento concentrico di quelli che fanno notare che ha votato la metà dell’altra volta – sottolinea – Il primum vivere per il Pd è avere almeno 2 milioni” di votanti. Il Guardasigilli si dice pronto a ribaltare il risultato dei congressi ai gazebo e avverte: “Con Renzi rischiamo di perdere le prossime sfide. Si può essere molto forti dentro il partito e molto deboli bel rapporto con la società”. (Nadia Pietrafitta, LaPresse)