Pd, Renzi: ora basta, me ne frego dei Fassina e riprendo in mano il partito

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, durante il programma di Raidue "Virus" condotto da Nicola Porro, Roma, 09 ottobre 2014. ANSA/ANGELO CARCONI

Matteo Renzi, a colloquio con la Stampa, tira le somme dopo i risultati delle elezioni amministrative: “Queste elezioni dicono con chiarezza che con il Renzi 2 non si vince. Devo tornare a fare il Renzi 1”, ovvero “infischiarmene dei D’Attorre e dei Fassina e riprendere in mano il partito". Quanto al Pd, "devo tornare a fare il Renzi pure lì – sottolinea il premier -. E farlo davvero. Infischiandomene delle reazioni per aprire una discussione dentro il mio partito. Al governo non c’è mai stata un’infornata di persone in gamba come a questo giro. Penso alle nomine che abbiamo fatto: De Scalzi all’Eni, Starace all’Enel e Moretti a Finmeccanica. La vera accusa che mi si dovrebbe rivolgere non è di avere messo i miei al governo, ma di non averli messi nel partito".

"Una cosa è certa: le primarie sono in crisi. Dipendesse da me, la loro stagione sarebbe finita. Casson, Paita, De Luca, Emiliano, Moretti – aggiunge Renzi -. Io in quelle scelte non ho messo bocca". "Non ho messo bocca – aggiunge – perché pensavo che astenermi fosse un presupposto per stare tutti insieme. E poi ci siamo dimenticati cosa scrivevano di me? L’arroganza al potere, la democratura. Ah, ma adesso basta, si cambia. Anche perché tra un anno si vota nelle grandi città. Torino, Milano, Bologna, Napoli, forse Roma". Anche a Roma? Forse sì, perché – spiega ancora il capo del governo – “se torna Renzi 1, fossi in Marino non starei tranquillo". Il mandato di Ignazio Marino, eletto a giugno 2013, scadrebbe nel 2018.

Tornando alle elezioni, “era scritto che Casson perdesse. A Venezia mi è venuto incontro un signore: ‘Salve, sono l’unico renziano della città…’. Era Brugnaro, il candidato del centrodestra che ci ha battuto". "Da oggi le riforme sono più vicine, non più lontane. Adesso dovrò aumentare i giri, non diminuirli".

"Questo è un paese moderato, vince chi occupa il centro. Con personalità. Perché se invece degli originali corrono le copie, allora non funziona. In Liguria la Paita non ha perso perché il candidato di Civati le ha tolto dei voti che probabilmente non sarebbero andati comunque a lei. Ha perso perché nell’ultima settimana il 5 per cento degli elettori di centro si è spostato verso Toti".

"Al governo abbiamo fatto cose tecnicamente straordinarie: lavoro, giustizia, legge elettorale, divorzio breve, diritti civili. Anche l’immagine all’esterno è molto migliorata. Non siamo più i malati di Europa e durante l’ultimo G7 gli elogi pubblici di Obama alle nostre riforme sono stati quasi imbarazzanti. E basterebbe dare uno sguardo alle pratiche che abbiamo ereditato per capire che non è affatto vero che Letta era più competente di me, come ha scritto qualcuno".