Il tavolo di trattativa sul licenziamento di 8 dipendenti del Maggio musicale fiorentino, tra cui diversi sindacalisti Cgil, si riapre e anche questo contribuisce a smussare gli spigoli nei rapporti tra Matteo Renzi ed i consiglieri comunali ‘bersaniani’ che, criticando il sindaco per aver firmato quei licenziamenti, avevano portato all’irritazione il ‘rottamatore’ fino a spingerlo a rivolgersi ai vertici del partito. Se volete sfiduciarmi fate pure, questo il messaggio che era stato lanciato da Renzi ai ‘ribelli’, ma poi chi la spiega una crisi di giunta comunale nel bel mezzo di una campagna elettorale? E per di piu’ provocata dai contrasti con chi si rifa’ alle posizioni del segretario nazionale del partito, con il quale era stata raggiunta un’intesa nell’ormai famoso pranzo romano. Cosi’ stamani il sindaco, non senza aver rimarcato di dare ‘una mano in campagna elettorale perch‚ sono leale’, mentre ‘i ricattini appartengono ai mediocri", ha ricordato ai ‘ribelli’ che ‘un consigliere comunale ha il dovere della lealtà verso un sindaco che ha vinto le elezioni su un programma. Chi non è leale è condannato non alla solitudine, ma ai ricattini’. Rispondono a stretto giro tre dei dieci consiglieri comunali ‘bersaniani’: ‘Leali si’, fedeli mai’, perche’ una cosa e’ ‘partecipare ad un percorso di confronto’, mentre ‘obbedire ciecamente alle altrui volontà si chiama fedeltà e non la garantiamo a nessuno’.
In serata, tuttavia, l’incontro di Renzi con il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e con il presidente della Provincia Andrea Barducci sulla situazione del Maggio ha non solo aperto uno spiraglio per i lavoratori licenziati, ma potrebbe anche raffreddare un quadro politico che aveva raggiunto un buon livello di calore. Il tavolo di trattativa sara’ riaperto per cercare una soluzione, probabilmente attraverso ammortizzatori sociali, per i destinatari delle lettere di licenziamento che il 31 dicembre erano state firmate da Renzi in qualita’ di presidente della fondazione lirica. Da Palazzo Vecchio si e’ tuttavia fatto notare che la porta alla trattativa non era mai stata chiusa: insomma non c’e’ stato alcun passo indietro. "C’‚ un’intesa seria tra le istituzioni sulla riapertura del tavolo e questo è un segnale apprezzabile’, sintetizza Barducci, che come Rossi ha sempre sostenuto Bersani e che ieri non aveva risparmiato critiche al sindaco sostenendo che il pranzo con il segretario del Pd non assicurava al ‘rottamatore’ una sorta di ‘immunita’ amministrativa’.
































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