"E’ la prima volta che ha reagito in questo modo. Stento a riconoscerlo. Il D’Alema che ho conosciuto io e dal quale ho ricevuto anche preziosi insegnamenti non avrebbe mai reagito così". Così il senatore del Pd Nicola Latorre commenta in una intervista al Messaggero gli attacchi a Matteo Renzi giunti dall’ex premier. E dopo il voto nei congressi commenta: "Contrariamente a una serie di luoghi comuni sentiti in questi mesi, penso che il successo di Renzi, che pure all’esterno appariva così scontato, in realtà non lo era affatto. E’ un risultato importante per un’altra ragione: ci dice che questo partito è un corpo vivo, in sintonia con la società. Immaginate cosa sarebbe accaduto se il risultato fosse stato diverso", "qualcuno diceva che Renzi ci avrebbe fatto perdere iscritti. Ma in realtà queste preoccupazioni nascondevano che l’emorragia nelle iscrizioni c’era già stata. Un trend costante. Semmai Matteo ha rimotivato gli iscritti".
Per Latorre "la stagione politica berlusconiana si è conclusa, e questo a prescindere dal ruolo che il Cavaliere continuerà a svolgere. Il progetto politico che Renzi incarna scombina i giochi. Un Pd che ambisce a raccogliere la maggioranza dei consensi è un partito che condizionerà in materia rilevante l’assetto politico futuro. Dopo vedremo. E vedremo anche quale sarà la legge elettorale". E aggiunge che dopo 1’8 dicembre "finalmente il Pd avrà un leader pienamente investito del consenso degli iscritti e un gruppo dirigente in grado di affrontare la fase che avremo di fronte. Purtroppo spostare in avanti la data delle primarie non è stata una grande idea. Se avessimo avuto in questo periodo così complesso della vita politica un Pd nel pieno delle sue funzioni avremmo avuto una maggiore capacità di incidere".
































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