Patronati italiani all’estero, Convegno alla Camera: la giornata

"Un tavolo con i rappresentanti del ministero degli Affari esteri, dell’Economia, del Lavoro e i rappresentanti dei Patronati che si occupano degli emigrati": è quanto è stato chiesto ieri alla Camera in occasione del convegno "Vecchia e nuova emigrazione: i servizi per gli italiani all’estero e il contributo dei patronati", promosso da Fabio Porta, deputato eletto in America Meridionale con il Partito democratico, presidente del Comitato Permanente Italiani nel Mondo della Camera.

"Il problema è sostenere i patronati che hanno sempre lavorato e prestato servizi all’estero", dice Porta che spiega: "In un momento di crisi generalizzata il ruolo dei patronati, specialmente tra le fasce più deboli delle nostre Comunità italiane nel mondo, è sempre più necessario".

Porta sottolinea che "a fronte della chiusura di molti consolati, pur comprensibile a fronte di una doverosa riorganizzazione della rappresentanza italiana, spesso a colmare il vuoto lasciato dalle istituzioni sono proprio i patronati". Per questo il presidente del Comitato Permanente Italiani nel Mondo della Camera ritiene auspicabile "l’avvio di una convenzione con il ministero degli Affari esteri che possa almeno in parte sostenere le attività dei patronati all’estero".

Anche l’On. Marco Fedi, Pd, eletto oltre confine e residente in Australia, è intervenuto al convegno. “Viviamo in un mondo globale – ha detto – ma le nostre riflessioni sono settoriali, trascurano il quadro d’insieme. La relazione dell’Inps e le riflessioni del presidente Boeri, ad esempio, che hanno avuto ampia eco, non contengono dati altrettanto importanti sulle pensioni pagate dal mondo verso l’Italia. Probabilmente perché l’obiettivo di quella comunicazione era rafforzare l’idea che la previdenza nazionale ha un carico internazionale troppo elevato. Il carico internazionale troppo elevato giustificherebbe poi i tagli ad alcune prestazioni. Tutto ciò indebolisce noi tutti, l’idea di servizi di Patronato nel mondo. Senza offrire alternative. Senza sbocchi".

"In parte – continua Fedi – siamo tutti responsabili di questa condizione: le questioni della tutela previdenziale, come della internazionalizzazione del sistema economico, sono temi che riguardano il sistema Italia nel suo complesso. Non solo prerogativa degli italiani nel mondo. Devono essere affrontati con strumenti nuovi, sia di interpretazione della realtà che nell’offerta di servizi ma anche con un nuovo linguaggio di una comunicazione che deve essere integrata e completa. I Patronati svolgono un ruolo fondamentale nei Paesi di residenza dei nostri connazionali nel mondo. Si tratta di un lavoro che da ‘complementare’ alla rete consolare è diventato, sui temi della tutela e protezione sociale, ‘esclusivo’ e ‘fondamentale’. Sono queste le ragioni che ci portano come Parlamentari eletti all’estero a sostenere i Patronati nel mondo".

"Dobbiamo porci una domanda – continua Fedi -: siamo tutti d’accordo che i Patronati sono importanti, davvero importanti, in Italia e nel mondo, e che pertanto dobbiamo tutti insieme trovare una via diversa ai tagli, anno dopo anno, legge di stabilità dopo legge di stabilità? Noi abbiamo una responsabilità, far ripartire in modo credibile la discussione sulle convenzioni bilaterali e multilaterali: lo dico perché possiamo reagire alle sfide se cominciamo a partecipare alla discussione politica su questi temi. Si citano le maggiorazioni sociali senza ricordare che anche altri Paesi extra-Europei corrispondono analoghe misure ai pensionati in Italia, si parla di trattamento minimo senza ricordare che molta della nostra giurisprudenza, del lavoro e previdenziale, ha collocato, in un momento preciso della nostra storia, il trattamento minimo al centro delle prestazioni. Dimenticando anche che le convenzioni internazionali, in alcuni casi, prevedono espressamente l’inclusione del trattamento minimo nel calcolo delle pensioni. Complessivamente concluderei con un impegno per tutti noi: rilanciare un’idea forte di presenza dei servizi dei Patronati nel mondo. I Patronati accettano in pieno la sfida della modernizzazione, della trasparenza e dell’efficienza. Per questa ragione dobbiamo trovare insieme una strategia che riporti al centro del sistema i lavoratori, le nuove mobilità, le prestazioni, sempre più composite e diversificate, sulle quali gli autentici specialisti sono i funzionari di Patronato nel mondo. Dobbiamo anche chiedere al Governo – conclude Fedi – che comprenda e riconosca e valorizzi le specificità e le potenzialità di questa rete nel mondo".

Tra i partecipanti, in rappresentanza del governo il sottosegretario agli Esteri Mario Giro, che ha assicurato: “Quanto detto oggi sarà oggetto di un’attenta valutazione da parte mia e del ministero degli Affari esteri. Sono il primo a riconoscere il ruolo fondamentale che hanno i patronati nella tutela delle nostre collettività. L’ho potuto constatare de visu in diverse occasioni, nel corso delle mie varie missioni all’estero".

Giro ha poi sottolineato che "nelle more della conclusione di un Accordo quadro tra patronati e ministero degli Esteri possiamo e dobbiamo trovare delle forme di collaborazione tra di noi". "Una di queste è la nomina a corrispondenti consolari per alcuni rappresentanti dei patronati più rappresentativi. Tale nomina potrebbe venire incontro all’esigenza, da parte dei patronati, di avere una maggiore visibilità nei confronti delle Autorità locali e – specifica Giro – penso agli Istituti di previdenza esteri".

"Siamo abituati in un certo modo e cambiare ci fa soffrire" spiega il sottosegretario Giro parlando della rete consolare e della necessità di riorganizzarla in base alle necessità economiche e di presenza. Secondo Giro "la ristrutturazione della rete estera proseguirà anche se va riconosciuto che quest’anno non sono state chieste nuove chiusure". Per quanto riguarda poi la convenzione richiesta da Porta, nel corso del convegno, Giro sottolinea che "il problema non sono gli uffici del ministero Affari esteri ma il Comitato degli eletti all’estero con il quale il ministero ha delle letture diverse sul ruolo dei patronati".

LA ITAL UIL "Per noi parlano i 30 Paesi in cui siamo presenti con gli oltre 500 uffici e le 500mila pratiche lavorate negli ultimi mesi": è questa la risposta che Gilberto De Santis, presidente del patronato Ital Uil, rivolge a quanti hanno denigrato o non riconoscono il ruolo dei patronati all’estero. Al ministero degli Affari esteri De Santis chiede che "non vengano tagliati i fondi e i compiti dedicati alle comunità dove operano da sempre i patronati".