Papa Francesco, ‘la famiglia perfetta non esiste: ma non temete l’imperfezione’

"Non esiste la famiglia perfetta, ma non bisogna avere paura dell’imperfezione, della fragilita’, nemmeno dei conflitti". Cosi’ Papa Francesco nel messaggio per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali (17 maggio) pubblicato oggi. Il testo, che viene presentato in Vaticano con una conferenza stampa alla quale partecipano il presidente del pontificio consiglio per le Comunicazioni sociali, mons. Claudio Maria Celli, Claudia Giaccardi e Mauro Magatti, e’ intitolato "Comunicare la famiglia: ambiente privilegiato dell’incontro nella gratuita’ dell’amore" ed e’ stato firmato oggi stesso dal Papa, vigilia della festa di San Francesco di Sales patrono dei giornalisti.

"La famiglia e’ piu’ di ogni altro il luogo in cui, vivendo insieme nella quotidianita’, si sperimentano i limiti propri e altrui, i piccoli e grandi problemi della coesistenza, dell’andare d’accordo", scrive il Papa. "Non esiste la famiglia perfetta, ma non bisogna avere paura dell’imperfezione, della fragilita’, nemmeno dei conflitti; bisogna imparare ad affrontarli in maniera costruttiva. Per questo la famiglia in cui, con i propri limiti e peccati, ci si vuole bene, diventa una scuola di perdono. Il perdono e’ una dinamica di comunicazione, una comunicazione che si logora, che si spezza e che, attraverso il pentimento espresso e accolto, si puo’ riannodare e far crescere. Un bambino che in famiglia impara ad ascoltare gli altri, a parlare in modo rispettoso, esprimendo il proprio punto di vista senza negare quello altrui, sara’ nella societa’ un costruttore di dialogo e di riconciliazione".

A proposito di limiti e comunicazione, "hanno tanto da insegnarci le famiglie con figli segnati da una o piu’ disabilita’", scrive tra l’altro il Papa. "Il deficit motorio, sensoriale o intellettivo e’ sempre una tentazione a chiudersi; ma puo’ diventare, grazie all’amore dei genitori, dei fratelli e di altre persone amiche, uno stimolo ad aprirsi, a condividere, a comunicare in modo inclusivo; e puo’ aiutare la scuola, la parrocchia, le associazioni a diventare piu’ accoglienti verso tutti, a non escludere nessuno".