Orango e caimano, fascista e cretino: quando si gioca con le parole – di Roberto Pepe

Una volta si gridavano le espressioni razziste: “terroni” o “polentoni”, ma nessun politico andava all’ONU a denunciare il fatto. Allo stadio se uno fischia, dissente dal gioco attuato dal giocatore, se invece  fa “buuh” è razzista. Se qualcuno definisce “nano” o “serpente” qualche politico o gli tira una statuetta di ferro in testa emette una propria valutazione politica. Qualcuno ha dato del Fascista ad un altro politico, il quale gli ha risposto: cretino!

Dare del fascista è reato anche se il colpito faceva parte della destra, ma dare del cretino in risposta è reato o è una valutazione politica?

Avevano creato l’orribile parola “handicappato” per non dire la verità: cieco, zoppo, gobbo, muto…. Oggi, dare del portatore di handicap a qualcuno che non lo è, risulta offesa da denuncia. Ora non capisco, perché dare del caimano è culturalmente approvato (ne hanno perfino fatto un film), mentre dare dell’orango è considerato razzista? Eppure il caimano è un rettile che vive nella sporca palude, mentre l’orango è un primate che vive al sole, in alto tra i rami. D’altronde l’avevano già dipinta come azione terroristica omofobica, perché hanno trovato una vecchia scritta contro i “froci” nella scuola data a fuoco… mentre erano solo dei ragazzotti che si vendicavano per la bocciatura. Chi di noi, quando è stato rimandato, non ha sognato di… (ma ai nostri tempi restava un sogno).