Opera lirica, Carlo Colombara a ItaliaChiamaItalia: ‘quando canto non esiste null’altro’

Raggiunto via Skype direttamente a Città del Messico, Carlo Colombara, basso di fama mondiale con 27 anni di brillante carriera alle spalle, si dimostra soddisfatto per le recite di Mefistofele di Arrigo Boito. Infatti il pubblico ha apprezzato il talento italiano e tutto il cast con una standing ovation fuori di controllo ed inaspettata. Come contorno a un cast d’eccezione dove Colombara si conferma sempre un grande della lirica e un vanto per l’Italia nel mondo, c’è la spettacolare location del Palacio de Bellas Artes con un’acustica straordinaria.

Colombara, che ha la sua agenda densa d’impegni, prossimo a partecipare all’Expo di Milano e ad agosto sarà presente in Bohéme al Teatro alla Scala, nell’intervista a seguire racconta anche del contratto siglato con la DECCA, casa discografica di fama mondiale con sede a Londra, per l’uscita di un CD, per ora blindatissimo, originale e attesissimo dai fan di Colombara e da tutti gli amanti dell’opera lirica.

Carlo Colombara "parla" con ItaliaChiamaItalia del CD, del quale si sa che non contiene solamente le classiche vere e proprie arie, ma grandi scene d’opera.

Grande successo per Mefistofele a Città del Messico, sei soddisfatto?

Sì, sono soddisfatto per me, ma anche per tutto il cast. Il successo è di tutti, poichè il gioco è di squadra. Un pubblico favoloso che ci ha acclamato in maniera calorosa. Non ci aspettavamo una standing ovation del genere. Da 63 anni Mefistofele non veniva più rappresentato e il pubblico ha gradito il suo ritorno. Spesso non si propone quest’opera perchè è costosa, e necessitano voci particolari, un doppio coro… e di questi tempi rappresentazioni tali si centellinano.

Questo tuo Mefistofele com’è?

Costretto a restare davanti un leggio, quindi è ridotta ai minimi termini la possibilità di muoversi e spaziare in scena, poichè questa edizione è in versione concerto. E’ un Mefiostofele diverso da quello di Charles Gounod che è falso e finto, questo che è di Arrigo Boito è pesante e grezzo. Divertente da interpretare.

Hai circa 30 anni di carriera alle spalle e sei conosciuto come il basso verdiano per eccellenza, quanti sacrifici pesano per mantenere l’alto livello a cui sei arrivato?

Sono 27 anni di carriera, non mi invecchiare! A parte gli scherzi, ti posso assicurare che quando si ha la fortuna di svolgere il lavoro che piace, i sacrifici non contano, non si sentono nemmeno. Quello che mi pesa parecchio sono gli spostamenti, gli aerei in ritardo, le valigie che vengono perse, avere sempre i bagagli in mano e vivere negli alberghi. Credimi che preferisco una casa molto umile con una cucina che un hotel a 5 stelle. Amo cucinare e come ora che sono a Città del Messico in hotel, che seppur bellissimo, quando vado a mangiare mi cucinano spaghetti sempre scotti. I messicani non sanno cucinare la pasta, ma non solo loro! Quando esci dall’Italia la pasta diventa un vero optional.

Un commento sul Palacio de Bellas Artes.

Meraviglioso! Una vera bomboniera da un’acustica fantastica. Un vero gioiellino.

In una foto scattata con i tuoi occhi su Città Del Messico, cosa vedi?

Ero stato nella capitale messicana già molti anni or sono e l’ho trovata cambiata in meglio. Bellissime e tantissime le zone verdi, ne ho una proprio innanzi all’albergo. Ovviamente rimango sempre in centro città dove c’è il bello da osservare, ma è una città che mi affascina. Mi piacciono anche molto i messicani che dimostrano un calore composto e ben dosato, a differenza dei sud-americani che spesso hanno una dose eccessiva di galanteria da sfiorare la falsità.

Hai da poco siglato un contratto con la DECCA per un CD per ora blindatissimo, ma indiscrezioni lo danno in commercio entro il 2015. Che cosa puoi dire?

Sono molto contento di lavorare con una casa discografica così importante nel mondo. Avevo già fatto alcuni lavori con loro uno nel 1989, ma ora la collaborazione è più stretta. Il CD dovrebbe essere messo in commercio in occasione dell’Expo di Milano ad agosto quando sarò nella capitale lombarda per presentarlo. E’ un CD che come contenuto spazia da Rossini a Wagner. E’ per tutti i gusti!

Quali emozioni differenti provi da quando sei su un palco a quando sei in sala d’incisione?

Quando canto non guardo dove sono, se davanti a un microfono o davanti al folto pubblico in teatro. Sono immerso in quello che faccio e spesso canto con gli occhi chiusi. Non mi influenza la location della performance. Ci siamo io, la mia voce e quello che canto e non esiste null’altro. Il CD in oggetto è molto bello anche se non perfetto. Un minima sbavatura rende il tutto più reale. Dal CD deve passare il cantante e non essere astratto a chi ascolta. Non amo la perfezione perchè in essa alloggia la freddezza e il distacco. Per quanto un cantante possa essere bravo, è umano e deve sentirsi il calore e la persona che in quanto tale non può elevarsi alla massima perfezione.