Opera, ecco Haydée Dabusti: la preferita di Papa Francesco

Considerata la Maria Callas argentina, amatissima dai suoi fans, è la cantante lirica prediletta da Papa Francesco. Haydée Dabusti è un vero talento. Soprano italo-argentino di grande spessore osannata dalla critica e dal pubblico, diva in Patria e all’estero. E’ stata inviata varie volte dal Ministero delle Relazioni e Cultura dell’Argentina per rappresentare il suo Paese in Europa. Oltre ad essere una stella della lirica è una grande donna, la vita l’ha messa di fronte a  prove durissime che grazie a un’indiscussa fede e una grande forza d’animo ha brillantemente superato.

Interpreta sul palco in maniera magistrale eroine di Verdi,Bellini e Puccini e nella vita Haydée è una donna speciale.

Nell’intervista a ItaliaChiamaItalia si racconta come cantante lirica, come persona, senza tralasciare i bellissimi ricordi degli incontri con il Cardinale Bergoglio a Buenos Aires e poi a Roma con Papa Francesco.

Sei considerata la Maria Callas Sudamericana: che effetto ti fa?

Ritengo che ancora non sia nata né mai nascerà un soprano che possa uguagliare la geniale Maria Callas. Molti miei fans mi considerano la nuova Callas: li ringrazio! Tutti noi lirici dobbiamo ascoltare Maria Callas, ma mai per cercare di copiarla né imitarla. Solo imparare da lei.

Hai rappresentato l’Argentina in Italia per il tuo alto valore in campo lirico. Quali emozioni hai provato?

Quando canto in Italia opere come Norma, Trovatore, Andrea Chenier, Tosca, il mio cuore palpita in una maniera differente. Poter cantare nella culla del Bel Canto è un’emozione che solo si può sentire stando lì. Ringrazio il Ministero delle Relazioni e Cultura dell’Argentina, per avermi scelto per rappresentare il mio Paese in Europa in varie opportunità, come la miglior cantante lirica dell’Argentina.

Sei la cantante lirica per eccellenza che Papa Francesco adora…

Conosco Papa Francesco da tempo. Ho cantato molte volte nella Cattedrale di Buenos Aires quando era il Cardinale Bergoglio e annunciava lì le mie partecipazioni. L’emozione di tornare a vedere il Cardinale Bergoglio come Papa Francesco a Roma, in varie opportunità, e nell’Udienza Generale dei mercoledì in Piazza San Pietro, è unica.

Il Santo Padre mi chiede dove canto in Italia e si interessa soprattutto se canto l’opera Norma di Bellini. Papa Francesco s’informa sempre su di me e su come prosegue la mia carriera lirica. A tutti gli argentini che vanno dal Papa il mercoledì, Francesco ricorda ad ognuno momenti che hanno condiviso. La felicità di tutti è indescrivibile.

La vita ti ha messo di fronte a durissime prove. Come hai trovato la forza di andare avanti?

La Fede, credere in Dio ed accettare il mio destino, è l’unica cosa che mi ha aiutato ad andare avanti, non solo nella vita bensì a continuare nella mia carriera. Non posso rinunciare a un dono artistico, così vivo i momenti di totale avversità, poiché quel dono mi è stato dato da Dio.

Come vivi la tua fede?

Sono credente. Cattolica. Vivo la mia Fede in pienezza e lasciando tutto quello che la vita mi offre nelle mani di Dio e della Santa Vergine.

Hai partecipato alla Masterclass – Verano Italiano – per bambini e adolescenti. Quali consigli ti senti di dare a chi vuole intraprendere la carriera lirica?

Che studino con buoni maestri, che imparino la tecnica di canto e che non si affliggano. Nella loro carriera facciano tesoro dell’esperienza. Se diventeranno importanti e talentuosi nel campo lirico, ricordo loro di non perdere mai l’umiltà.

Hai cantato diversi ruoli in maniera magistrale da Verdi a Bellini e Puccini, da Norma, Aida, Elisabetta de Valois, Manon e Tosca. Quali le difficoltà vocali e recitative? Quali di queste donne è più simile a Haydée?

Generalmente mi chiamano per cantare i ruoli delle grandi eroine. Tutti i ruoli che ho interpretato fino ad ora hanno le loro difficoltà. Bisogna sempre essere in perfetto stato fisico, poiché il cantante di opera è come un ginnasta. Ho dovuto cantare in una circostanza in Cile due ruoli della Norma di Bellini, uno di seguito all’altro; la stessa cosa con Tosca di Puccini. La difficoltà di Odabella ed Abigaílle, entrambi i titoli Verdiani, è che non bisogna non pesare mai i tratti drammatici che presentano entrambe. Nel caso di Aida e Desdemona, sono due ruoli di minor peso drammatico, ovviamente per me. Mi riferisco all’aspetto vocale, non al personaggio. Nel fraseggio, Verdi aiuta moltissimo i cantanti, per poter arrivare dopo a cantare Puccini. Di seguito, il verismo. E’ fondamentale fare passo dopo passo in una buona carriera nella lirica. Con tutti i ruoli mi identifico, poiché ho vissuto quasi tutto nella vita reale di quello che è accaduto ad ognuno di essi. Meno quello di essere madre, poiché non lo sono. Tuttavia il ruolo che ho cantato di più e con il quale mi sento in sintonia è con quello di Norma di Bellini. Ho avuto grande successo di critica e pubblico con tutti i ruoli interpretati. La donna che più assomiglia a Haydée è un po’ ognuna di questi personaggi. Tutte hanno qualcosa del mio vissuto, dei miei sentimenti  e della mia vita reale.

Quali sono i tuoi prossimi impegni lavorativi?

Ho iniziato il 2015 in Europa: Roma e Napoli. Differenti presentazioni ed un omaggio al tenore Mario Del Monaco, con direzione del maestro Rolando Nicolosi. Nuovamente canterò con la Messa di Requiem di Verdi sotto la direzione del Maestro Mario Benzecry. In Argentina ho debuttato pochi giorni fa nel ruolo di Desdemona dell’Otello di Verdi al Teatro Argentino, il secondo nel mio Paese, per importanza, dopo il Teatro Colon. In questa occasione con la regia di Pablo Maritano, scenografia del maestro Enrique Bordolini e direzione di Carlos Vieu. Tra pochi giorni  tornerò ad interpretare Leonora ne Il Trovatore, un bel ruolo Verdiano nel Teatro Avenida, chiamato “il piccolo Colon", con la regia di Boris Laures e direzione del maestro Ronaldo Rosa.

Senza un attimo di pausa a settembre al Teatro Colon di Buenos Aires ritorno a cantare uno dei miei ruoli preferiti di Verdi: Elisabetta di Valois del Don Carlo. Regia, costumi e scenografia del Maestro Eugenio Zanetti e sotto la direzione del maestro Ira Levin.