Addio PdL, benvenuta – o bentornata – Forza Italia. Silvio Berlusconi vive un ritorno al futuro, mentre continua ad essere assai delicata la sua posizione dopo la conferma da parte della Cassazione della condanna nell’ambito del processo Mediaset. Gli uomini del Cavaliere lo sanno bene, per questo – spiega l’ex ministro Raffaele Fitto – “al di là della formula organizzativa di Forza Italia, in questo momento la priorità per noi e’ la battaglia in difesa del presidente Berlusconi". Per fitto, "l’aggressione di cui e’ vittima Berlusconi e’ evidente, e’ sotto gli occhi di tutti, a partire dai nostri avversari, che la strumentalizzano".
Maurizio Gasparri, PdL, vicepresidente del Senato, in una nota dichiara: “Il fatto che dei senatori abbiano votato contro un principio fondamentale del diritto, sancito anche dalla Costituzione, non è stato sufficientemente denunciato. La non retroattività delle norme è un fondamento del diritto, da secoli. La Giunta delle elezioni del Senato ha invece calpestato questo principio, compiendo una scelta illegale". "I tanti urlatori anti Berlusconi – aggiunge – dovrebbero riflettere su quanto è accaduto e non cavillare su norme penali o amministrative. Le sanzioni, più che consistenti, della legge Severino, non possono essere applicate retroattivamente. L’ulteriore voto in questo senso della Giunta delle elezioni, su una eventuale proposta di decadenza che dovesse essere avanzata dal sen. Stefano, costituirebbe una scelta contraria alla Costituzione e foriera di gravissime responsabilità dei singoli votanti sotto ogni profilo, giuridico e legale. Chi invoca ogni momento la Costituzione – conclude – non può pensare di violarla impunemente".
Renato Brunetta, capogruppo PdL alla Camera, scrive al presidente del Consiglio, Enrico Letta: “Caro presidente Letta, caro Enrico, ieri hai detto come fosse un atto di fede: ‘In Italia lo stato di diritto funziona’. Ancora: ‘Siamo in uno stato di diritto, non ci sono persecuzioni (traduco: Berlusconi non è perseguitato)’. Sii più prudente. Queste parole perentorie si scontrano con la realtà e il buon senso. Sono anzi proprio false, se permetti". "Numerose sentenze della Corte europea dei Diritti dell’Uomo – ha ricordato Brunetta – ‘stabiliscono l’esistenza di una violazione commessa dallo Stato italiano contro il diritto a un giusto processo’. Ok, presidente Letta?".
E ancora: “Studiosi non certo berlusconiani affermano: non c’è solo la lentezza dei processi, ma ‘la politicizzazione della magistratura, in particolare delle grandi sedi di Milano, Roma, Napoli e Palermo’ a far emergere figure di magistrati caratterizzate ‘da un mix di impunità, mediatizzazione estrema e politicizzazione senza simili nel mondo occidentale (…), visibilità mediatica e personalizzazione’. Altro che Stato di diritto. Ed è questo – conclude Brunetta – che determina una `fiducia comparativamente bassa (rispetto all’area Ocse) dei cittadini’ nei confronti delle toghe".
Forza Italia è comunque partita. I punti chiave della nuova formazione politica? Li annuncia Francesco Nitto Palma, presidente della Commissione Giustizia del Senato: "Separazione delle carriere, interventi su tempi sui eccessivi della custodia cautelare, revisione delle intercettazioni telefoniche, definitiva accelerazione del processo civile, responsabilità civile dei magistrati, modifica della composizione del Csm e una sanzione disciplinare strutturata in maniera diversa. Taluni punti sono condivisi anche dall’altra parte politica e altri certamente no". Sono gli stessi obiettivi che il centrodestra italiano sta cercando di raggiungere da vent’anni. Questa volta ce la farà a portare a casa il risultato?





























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