Ok del Senato alle candidature all’estero dei residenti in Italia, solo il MAIE vota contro

Micheloni (Pd) e Di Biagio (Ap) abbandonano l'Aula, ma solo sull'articolo 6. Sì di Di Biagio alla fiducia su tutti gli altri articoli. Il sen. Claudio Zin, MAIE, ha votato contro e voterà contro anche giovedì nel voto finale in Aula: durante il suo intervento spiegherà perché il Movimento Associativo Italiani all’Estero non vota la fiducia

L’aula del Senato ha detto sì, con una media di 150 voti a favore, ai cinque voti di fiducia chiesti sugli articoli 1,2,3,4 e 6 del Rosatellum Bis.

Giovedì mattina arriverà il voto finale e poi sarà effettiva la legge elettorale con cui si andrà a votare alle elezioni politiche della primavera del 2018.

L’articolo 6, in particolare, è quello che riguarda il voto degli italiani nel mondo.

Votano a favore della nuova legge il Partito Democratico (il Sen. Claudio Micheloni, eletto all’estero col Pd, è tra i dem dissidenti che hanno abbandonato l’aula), i centristi di Ap e Ala, incluso Denis Verdini, e alcuni senatori dalle autonomie e del gruppo misto.

Contrari invece M5s, Si e Mdp. I senatori di Forza Italia, Lega e Gal risultano assenti o in congedo.

Aldo Di Biagio, senatore Ap eletto nella ripartizione estera Europa, non ha votato la fiducia sull’articolo 6. Anche lui, come Micheloni, ha abbandonato l’aula. Ma ha votato la fiducia su tutti gli altri articoli della legge elettorale.

Sen. Claudio Zin, MAIE

Il sen. Claudio Zin, MAIE, eletto in Sud America, ha invece votato contro e voterà contro anche giovedì nel voto finale in Aula: durante il suo intervento spiegherà perché il Movimento Associativo Italiani all’Estero non vota la fiducia.

Durante la giornata a palazzo Madama proteste in Aula, succede di tutto.

Urla, spintoni, Michele Giarrusso – M5S – fa il gesto dell’ombrello rivolto a Verdini, si scatena un pandemonio.

Qualcosa di vergognoso, per quanto ci riguarda, in un’aula istituzionale come quella del Senato. Stendiamo un velo pietoso.

VOTO ALL’ESTERO

Com’è noto, il Rosatellum bis modifica anche alcuni punti del voto all’estero. Da giovedì, nel momento in cui diventerà legge, chi risiede in Italia potrà candidarsi anche nella circoscrizione estero. Questo è un punto che a tanti italiani residenti all’estero fa particolarmente male, perché di fatto svilisce quella che era stata la grande intuizione della legge fortemente voluta da Mirko Tremaglia.

Secondo Movimento 5 Stelle e Mdp la norma serve a far candidare Denis Verdini fuori dall’Italia, il Pd e i verdiniani negano. Verdini candidato in America Meridionale? Qualcuno ci ha pensato. Ricardo Merlo, presidente del MAIE, nei giorni scorsi ha assicurato: “In Sud America candideremo solo italiani iscritti all’AIRE”.

Voto italiani nel mondo, le grinfie di Roma sulla Circoscrizione estero

Nel Rosatellum bis anche il divieto di candidarsi per chi, residente all’estero, ha ricoperto incarichi politici nel Paese di emigrazione nei cinque anni precedenti le elezioni. La norma salva il posto in lista alla deputata italo-brasiliana Renata Bueno.

Infatti, in origine si parlava dei dieci anni precedenti e in quel caso Bueno sarebbe stata impossibilitata a candidarsi. Questa norma salva Renata Bueno ma lascia fuori altri potenziali candidati, come Joe Cossari in Australia.

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