OCCHIO! | “Effetti collaterali quando la mascherina viene usata male”

I rischi “derivano dalla manipolazione, dalla tendenza a maneggiarla, abbassarla. Paradossalmente quando la si usa ci si tocca più di frequente il viso e gli occhi"

Coronavirus Asian woman walking with surgical mask face protection walking in crowds at airport train station work commute to hospital.

Walter Ricciardi, consigliere per l’emergenza del ministro della Salute, in una intervista a Repubblica, a proposito dell’uso della mascherina, spiega: “La mascherina è diventata un talismano, si pensa che basti averla per essere protetti, anche al di là di come la si mette. E invece ci sono documentati effetti collaterali quando viene usata male, o troppe volte male”.

“Questo dispositivo – precisa – rischia di dare un eccesso di sicurezza, ad esempio di far ridurre le distanze dagli altri, soprattutto negli ambienti chiusi”.

I rischi, inoltre, “derivano dalla manipolazione, dalla tendenza a maneggiarla, abbassarla. Paradossalmente quando la si usa ci si tocca più di frequente il viso e gli occhi”.

“Le situazioni che abbassano il distanziamento fisico mettono a rischio la salute di tutti. Ma voglio ricordare che come si è aperto si può anche richiudere. Per farlo abbiamo degli indicatori che ci permettono di prendere misure correttive nel caso di un ritorno dell’epidemia”.

“Le chiusure se le cose vanno male avvengono automaticamente”, “restiamo in una fase rischiosa, anzi certe regioni sono ancora in piena fase 1. Quindi riapriamo quello che va riaperto come dice il piano, in modo graduale e funzionale alle esigenze del Paese. Per il resto bisogna restare ancora a casa” e “due settimane, è il tempo dell’incubazione ma anche dello sviluppo dei primi casi secondari. In quei 15 giorni si vedrà se la malattia torna a diffondersi in modo esponenziale”.

“Non è ancora finita. Dobbiamo avviare un cambiamento culturale per convivere con il coronavirus” aggiunge, “è naturale e umano che ci siano le deviazioni. Abbiamo ancora bisogno di un cambiamento culturale forte, permanente. Dovremo imparare a comportarci in modo diverso”.