Neonato pestato a sangue, ricoverato con fratture: indagati i genitori

Lo avrebbero pestato a sangue fratturandogli la testa, le gambe e le braccia, e lo hanno anche afferrato per il collo riducendolo in fin di vita. Sembra la scena di un film horror quanto accaduto a un neonato di tre mesi a Palermo. Gli aguzzini sarebbero i genitori, entrambi ora indagati per tentativo di omicidio. Ai medici dell’ospedale dove hanno portato il loro figlio con il corpo maciullato, nato a maggio scorso, hanno detto che il bimbo era rimasto ferito cadendo mentre tentava di ”gattonare”. I medici del nosocomio ”Di Cristina” di Palermo si sono resi subito conto pero’ che il neonato era stato picchiato. Marito e moglie hanno respinto le accuse.

Il piccolo si trova ricoverato nel reparto di rianimazione dal 16 agosto scorso. Le sue condizioni sono stabili. Ma i medici hanno rilevato danni neurologici per i quali e’ ancora necessario che rimanga in ospedale. Il neonato che e’ in lista d’attesa per essere adottato, come stabilito dal tribunale dei minori che ha tolto la patria potesta’ ai genitori, quando verra’ dimesso dovra’ pero’ ricorrere alle cure di una struttura attrezzata con un supporto infermieristico adeguato. Rischia infatti di perdere la vista e l’udito. Il bimbo e’ affidato al direttore sanitario dell’ ospedale, Giorgio Trizzino e non puo’ avere contatti con la famiglia come imposto dei magistrati. Quando venne ricoverato i medici accertarono che era stato vittima di ”sindrome di maltrattamento”. Il padre e la madre sono disoccupati. La donna ha raccontato ai carabinieri: ”Sono depressa e spesso e’ mio marito ad occuparsi di nostro figlio, ma anche lui soffre di depressione e forse per farlo stare zitto lo ha picchiato”. Entrambi i genitori sottoposti ad un prelievo di sangue non sono risultati assuntori di alcol e droghe. I sanitari hanno anche accertato che pure in passato il neonato sarebbe stato picchiato. Lo dimostrerebbero le fratture ormai ricomposte accertate dagli esami radiografici. Le indagini sono condotte dal pm Carlo Lenzi. Il magistrato vuole escludere che le lesioni possano essere causate da una malattia genetica. Per questo motivo in settimana conferira’ l’incarico a un consulente tecnico che valutera’ se le fratture possono essere in qualche modo ”spontanee”. Dai primi riscontri effettuati dai medici sembrerebbe che le numerose fratture siano state causate dalle botte subite e che gli arti abbiamo subito altre lesioni in passato. Il pm non ha ancora sentito il padre, mentre la madre ha parlato della loro depressione ai carabinieri, indicando il marito come possibile responsabile. Il magistrato ascoltera’ entrambi solo dopo aver ricevuto i risultati delle consulenze.