Napolitano, ‘lavorare per l’integrazione militare europea’

Le Forze armate sono "garanti di liberta’ e presidio delle istituzioni democratiche", agiscono "per la sicurezza del Paese e della comunita’ internazionale e per la salvaguardia della pace": dunque, avverte il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, "ci si guardi dal discutere con leggerezza di una riduzione in generale dell’impegno dell’Italia, sul piano militare". Nel Giorno dell’Unita’ nazionale e delle Forze armate, il presidente della Repubblica rivolge un monito a chi auspica un disimpegno dei militari italiani dai vari teatri operativi "fuori area" e a chi chiede il taglio dei costi degli armamenti, per destinare altrove le risorse: "non possiamo indulgere a semplicismi e propagandismi che circolano in materia di spesa militare e di dotazioni indispensabili per le nostre forze armate", che in un mondo sempre piu’ "complesso" e esposto a "rischi e minacce" "svolgono un ruolo di crescente importanza per il futuro del Paese", afferma Napolitano.

L’omaggio del capo dello Stato alla tomba del Milite ignoto all’Altare della Patria, sorvolato dalle Frecce tricolori, e’ stato il primo atto di una giornata di commemorazioni che si sono svolte in tutte Italia (a anche all’estero, fino in Afghanistan), che hanno avuto il momento centrale nella consegna delle decorazioni dell’Ordine Militare d’Italia al Quirinale. E’ qui che Napolitano ha ricordato il ruolo delle Forze armate: ruolo che implica i fondi necessari e un mantenimento dell’impegno internazionale (attualmente i militari italiani all’estero sono 7.082, operano in 21 missioni e in 26 diversi Paesi, come e’ stato ricordato nel tradizionale video collegamento con il ministro della Difesa Mario Mauro). Certo, "le risorse finanziarie a disposizione sono ridotte" e "la coperta restera’ corta", non si nasconde Napolitano, ed e’ per questo che "si impone la piu’ netta determinazione e continuita’ nel perseguire la riforma gia’ avviata dello strumento militare"; "i meccanismi attuativi", ora all’esame del Parlamento, "devono essere resi al piu’ presto operanti".

Occorre anche, avverte il capo dello Stato, "lavorare per l’integrazione militare europea. Al Consiglio di dicembre l’Italia ha l’opportunita’ di promuovere iniziative forti e concrete, in grado di attivare circuiti virtuosi, di razionalizzazione e risparmio di risorse". Tutte questioni su cui si fara’ nuovamente il punto dopodomani, nel Consiglio supremo di Difesa. Il ministro Mauro, in videoconferenza con i vari teatri operativi – dall’Afghanistan al Libano, dal Kosovo alle navi in missione antipirateria – ha ripetuto che "i militari, oggi, lavorano per costruire la pace ed evitare la guerra". Un impegno che e’ l’opposto di quello cui erano chiamati "due secoli fa" e che passa, ad esempio, "per i 1.800 migranti salvati dalle navi italiane dell’operazione Mare nostrum". A quei militari ha rivolto un plauso speciale il presidente Napolitano, che ha ricordato in particolare "l’esempio meraviglioso" dato a Lampedusa "dai nostri sommozzatori, calatisi in profondita’ per portare in superficie centinaia di povere salme di uomini, donne e bambini. Un’operazione stoica, che non puo’ essere dimenticata e a cui va reso pieno onore". L’intervento di Napolitano al Quirinale si chiude con un richiamo alla vicenda di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, trattenuti in India: ”Ai nostri maro’, la cui odissea ancora continua lontano dall’Italia – dice il capo dello Stato – il piu’ affettuoso saluto e l’assicurazione che non cessiamo di operare tenacemente per riportarli a casa".