Muti torna alla Scala? Lui, ‘non ho ancora deciso’

A Chicago gode di uno standing come Barack Obama prima del trasloco a Washington, a Salisburgo e’ venerato, e nel resto del mondo se lo contendono: Riccardo Muti e’ in uno stato di grazia e si trova – a 74 anni, forma top e carriera senza eguali – nella condizione felice di non dover dimostrare piu’ niente. Questo gli da’, anche artisticamente, un distacco sovrano. Al vortice di voci su un suo possibile ritorno alla Scala, il maestro, parlando con l’agenzia Ansa, mette placidamente fine confermando di essere stato invitato da Alexander Pereira e dall’orchestra, ma di non avere ancora deciso. Il sovrintendente della Scala era andato a trovarlo a luglio durante le prove di Falstaff a Ravenna, scatenato le voci su un ritorno di Muti alla Scala.

"Pereira e’ venuto con una lettera firmata da molti musicisti dell’Orchestra", ha confermato Muti, precisando pero’: "non ho preso nessuna decisione per ora". Fuori pista comunque le voci che un come-back possa essere con la Cherubini (fondata da Muti nel 2004). E’ chiaro invece che, se tornasse, dirigerebbe l’Orchestra del teatro. Il maestro era arrivato alla Scala nel 1986 e se n’era andato sbattendo la porta dopo 19 anni nell’aprile 2005. Adesso la porta pare socchiusa. Muti conferma anche altre voci in giro da tempo su un suo ritorno con un’opera a Salisburgo: sara’ fra due anni con l’Aida di Verdi e la regia dell’iraniana Shirin Neshat, Leone d’argento a Venezia nel 2009 col film Donne senza Uomini. "Stiamo gia’ lavorando al progetto".

Il 2017 sara’ peraltro il primo anno di sovrintendenza di Markus Hinterhaeuser (padre tedesco, madre italiana), ex sovrintendente ad interim del Festival quando Pereira ando’ alla Scala. L’ultima opera scenica diretta da Muti a Salisburgo e’ stata Macbeth (regia di Peter Stein) nel 2011. Nel 2013 dirigeva in forma di concerto Nabucco con l’Orchestra dell’Opera di Roma. A fine agosto (27 e 29) Muti dirige l’Ernani di Verdi in forma di concerto con la Cherubini. Con Aida, Muti avrebbe peraltro dovuto aprire la stagione al Costanzi, ma nel settembre scorso si e’ dimesso annunciando in due lettere che non avrebbe diretto ne’ Aida ne’ Nozze di Figaro perche’ mancavano "le condizioni" a garantirgli la necessaria "serenita’".

Per la Cherubini sara’ il debutto a Salisburgo: "Un grande riconoscimento per i giovani dell’orchestra che in questi anni si sono fatti apprezzare in molte nazioni del mondo", dice con orgoglio Muti. Del concerto oggi con i Wiener Philharmoniker e Anne-Sophie Mutter (concerto per violino di Ciaikovski e la 2. sinfonia di Brahms), ricorda particolari e aneddoti curiosi. Entrambi ebbero la prima esecuzione a Vienna con i Wiener. Il concerto di Ciakovski, racconta, "si prese alla prima assoluta (4 dicembre 1881) una terribile stroncatura del grande critico Eduard Hanslik, il papa’ dei critici del tempo, quello che stronco’ – prosegue sorridendo – pure il Requiem di Verdi". Era "grande amico di Brahms e nemico di Bruckner e di questo concerto, monumento del repertorio violinistico, disse che era musica che puzzava!". Giudizi "ridicolizzati dalla storia", aggiunge. Quanto ai Wiener, Muti, che dal 2010 e’ direttore della Chicago Symphony, ribadisce: "L’intesa e’ sempre grande".