Morto Andreotti, il ricordo della politica: ‘se n’è andato l’ultimo statista italiano’ (VIDEO)

E’ impossibile riassumere in un articolo di giornale la pioggia di interventi che sulle agenzie di stampa diventa sempre più densa. La politica, ma non solo, piange la morte di Giulio Andreotti, un pezzo di Storia italiana. C’è chi è convinto che davanti alla memoria del “Divo” ci si debba “inchinare”, ma secondo altri Andreotti ha spesso rappresentato il peggio della politica italiana. Qui di seguito, alcuni degli interventi con cui politici e non ricordano il senatore a vita.

Partiamo con la breve dichiarazione di Patrizia Chilelli, storica segretario del presidente Andreotti, al suo fianco dal 1989: “Un grande uomo che mi ha insegnato tanto. Solo chi gli e’ stato davvero a fianco ha potuto capire l’uomo, non solo il politico”.

Renato Brunetta, presidente dei deputati PdL, consegna “le più sentite condoglianze alla signora Livia e ai figli” Per Brunetta, Andreotti “è stato una personalità di eccezionale rilievo nella vita politica italiana e internazionale". “Credo che ad Andreotti, nella diversità di idee e di temperamento, chiunque ami la politica e l’Italia, debba in queste ore inchinarsi davanti alla sua memoria". 

Il senatore del Pdl Altero Matteoli, già ministro del governo Berlusconi, in una nota dichiara: “Con Giulio Andreotti se ne va uno dei protagonisti piu’ importanti della storia della prima Repubblica. L’ha attraversata per intero mettendo a frutto le sue eccellenti doti politiche e la sua impareggiabile arte della mediazione”.

Il ministro alle Infrastrutture, Maurizio Lupi, ha dichiarato: "ho avuto la fortuna di conoscerlo, di incontrarlo piu’ volte e soprattutto di avvertirne la vicinanza nei nostri tentativi di presenza in universita’ e poi nei miei primi passi in politica, sempre mosso dalla preoccupazione per la presenza pubblica dei cattolici”.

"La scomparsa di Giulio Andreotti Segna un profondo lutto nella storia del nostro Paese e della politica italiana. Uomo politico abile, straordinariamente intelligente, talvolta controverso, capace di dialogare con mente libera, spesso riusciva a guardare lontano, precorrendo i tempi, mantenendo intatte la sua lucidita’ e la sua ironia sino alla fine’. Lo ha detto il ministro dell’Interno Angelino Alfano, che si unisce "al profondo dolore dei suoi cari, nella convinzione che il ricordo della sua azione politica restera’ un’importante risorsa perche’, da protagonista, in diversi e importanti ruoli, ha dato un contributo prezioso alla costruzione di alcune pagine della storia italiana". 

Clemente Mastella si dice “commosso” e ricorda: “Lui stette a casa mia durante la festa di Telese e colpi’ i giovani in modo fascinoso. Devo anche ricordare che quando feci il ministro chiesi un consiglio ad Andreotti e Cossiga. Andreotti, davanti ai miei dubbi, mi disse che avevo il dovere di andare ad eliminare la contrapposizione tra magistratura e politica, aggiungendo che il consiglio veniva da chi aveva sofferto moltissimo”.

In un messaggio del presidente della Fondazione Italianieuropei, Massimo D’Alema, si legge: “Con Andreotti scompare uno dei maggiori protagonisti della vita politica e democratica del Paese del dopoguerra, la personalita’ che forse piu’ di ogni altra ha rappresentato la continuita’ del ruolo di governo e della centralita’ politica della Democrazia cristiana nella storia della prima Repubblica. Si e’ trattato certamente – aggiunge D’Alema – di un leader anche molto discusso nei diversi momenti della sua lunga esperienza politica e per la sua concezione del potere. Tuttavia, non si puo’ negare che egli abbia mantenuto aperto il dialogo anche con forze politiche lontane dal suo pensiero e che abbia contribuito a consolidare il ruolo e la presenza internazionale del nostro Paese, concorrendo cosi’ in modo determinante a fare la storia dell’Italia repubblicana”.

Bobo Craxi, del Partito socialista italiano, non dimentica “la collaborazione politica con mio padre Bettino negli anni ’80 e i successi comuni in campo internazionale. Non posso inoltre dimenticare l’impegno per una soluzione politica al ‘caso Craxi’, che si apri’ nel decennio successivo. Andreotti appartiene a una classe politica di alto spessore e livello, forse inimitabile".

C’è anche chi è più critico verso la figura di Andreotti. E’ il caso di Antonio Ingroia, leader di Azione Civile: “Con la morte di Giulio Andreotti se ne va un protagonista, piu’ spesso negativo che positivo, della storia italiana degli ultimi 70 anni. Si chiude cosi’ in questi giorni una pagina della storia italiana contrassegnata da due simboli opposti: Agnese Borsellino con la sua richiesta allo Stato di verita’ e di giustizia, rimasta inappagata, e Andreotti con il suo pragmatismo cinico che, in nome delle ragioni della Politica e della Ragion di Stato, giunse a stringere accordi con la mafia. Andreotti, con le sue tante ombre e poche luci, e’ morto, l’andreottismo sicuramente no”.

Andreotti porterà con sé tanti segreti legati alla Storia dell’Italia del ‘900. Ma “chi è un uomo i segreti se li porta dietro”: ne è convinto Licio Gelli, ex Venerabile della P2. “L’unico al mondo che ha diritto di chiamarsi uomo e statista. Sono pochi gli italiani che lo ricordano”, dichiara Gelli, che di Andreotti ha “un ricordo magnifico. Un uomo di quella statura li’ non nasce piu’, oggi sono tutti mezze calzette”. Del senatore a vita scomparso all’età di 94 anni, Gelli ricorda: “Un politico altamente preparato e onesto, all’altezza dei compiti che gli venivano affidati. E’ stato capo di Stato e un capo di Stato deve tenere i segreti che gli vengono affidati. Ha fatto il suo dovere, ha usato i segreti per dare il benessere al popolo. I segreti li aveva, e se li e’ portati con se’. Chi e’ un uomo se li porta dietro…”.
 
Anche il mondo dello sport piange la scomparsa di Andreotti. E’ arrivato subito il cordoglio della Roma, squadra per la quale faceva il tifo. "L’AS Roma si unisce al cordoglio per la scomparsa del senatore a vita Giulio Andreotti e partecipa al dolore della sua famiglia" si legge. L’allenatore del Psg Carlo Ancelotti, che ha fatto parte della Roma campione d’Italia nel 1983, spiega: “Lo ricordo con affetto, era vicino alla mia Roma, ha fatto tanto per il nostro Paese sul piano politico. Deve essere ricordato da tutti con affetto”. Ed ecco la dichiarazione di Marcello Lippi, ex ct azzurro: “Non ho avuto il piacere di conoscerlo, ma ricordo questa sua grande simpatia, questo suo grande amore per la Roma, era sempre presente, ricordo alcune interviste quando arrivava la sfida con la Juventus". Il presidente della Federcalcio Giancarlo Abete ha voluto ricordare la figura di Giulio Andreotti, che oltre ad essere un grande statista, era – come detto – un grande tifoso della Roma. "Il mio ricordo di Giulio Andreotti e’ quello di una persona che e’ sempre stata molto vicina al mondo dello sport. Ha sempre avuto grande rispetto dei valori e dell’autonomia di questo mondo e, in particolare, ha seguito con grande passione il calcio".

FORMIGONI "ORA CERCHERANNO ‘DAMNATIO MEMORIAE" "Giulio Andreotti, un grande uomo politico cristiano, ovviamente hanno cercato di infangarlo da vivo, ora cercheranno la ‘damnatio memoriae’". Cosi’ Roberto Formigoni su Twitter.
 
STORACE: MI INCHINO ALLA SUA MEMORIA "Di Giulio Andreotti ho il bellissimo ricordo maturato negli anni in cui ho presieduto la Regione Lazio. Apprezzo’ il contributo dell’amministrazione alla redazione del piano regolatore della citta’ di Betlemme. Presento’ il nostro nuovo Statuto nella sede della regione e, infine, mi emozionarono le sue parole di apprezzamento durante la campagna elettorale del 2005. L’Italia ha perso un grande statista e, personalmente, mi inchino alla sua memoria". Lo dice Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra.
 
BONGIORNO: GIA’ CI MANCA, SE NE VA PERSONA SPECIALE "Gia’ ci manca, su di lui diranno un sacco di cose, ma la verita’ e’ che se ne va una persona speciale". Cosi’ Giulia Bongiorno, ex avvocato di Giulio Andreotti, commenta visibilmente commossa la scomparsa del senatore a vita, all’uscita della casa di Andreotti.

POLVERINI, UNA DELLE PIU’ GRANDI FIGURE DELLA NOSTRA STORIA “Oggi perdiamo una delle piu’ grandi figure della storia italiana. Giulio Andreotti ha segnato tanti momenti fondamentali delle nostre istituzioni. Ai figli e a tutta la famiglia le mie piu’ sentite condoglianze". Cosi’ la deputata del Pdl, Renata Polverini.

GASPARRI: INDISCUSSO PROTAGONISTA POLITICA ITALIANA "Giulio Andreotti e’ stato un indiscutibile protagonista della vita politica italiana. Non sono mai stato un suo sostenitore ma ho condiviso con lui l’appartenenza al Senato, la fede calcistica, il quartiere ed anche la parrocchia di San Giovanni dei Fiorentini per la messa domenicale". Lo dice il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri. "Ha dimostrato in frangenti drammatici di saper affrontare con grande pazienza processi che non avrebbe dovuto subire- prosegue- autore e fautore di mille mediazioni dovra’, anche dopo la fine della vita terrena, accettare un dibattito a piu’ voci sul suo ruolo politico. Ma, al di la’ della vicinanza o della distanza, credo che tutti ne riconosceranno la dedizione ai suoi incarichi ed una passione per la politica che ha saputo unire l’ascolto dei piu’ lontani dei territori all’autorevole presenza nei piu’ importanti consessi internazionali".

CASINI: UN AMICO, LA STORIA DARA’ UN GIUDIZIO SERENO "La mia e’ una riflessione – reazione da amico perche’ ho conosciuto Andreotti tanti anni fa. Da giovane ho seguito un grande partito, la DC, di cui Andreotti e’ stato sempre un punto di riferimento. È stato un grande personaggio, uno statista di cui si e’ parlato bene e male alternativamente e la storia gli dara’ un giudizio piu’ serio di quanto i suoi detrattori gli hanno dato in vita".
 
CICCHITTO: HA ESPRESSO SPIRITO PIU’ PROFONDO DELLA DC "Con Giulio Andreotti muore una personalita’ che nel bene e nel male ha espresso lo spirito piu’ profondo della Dc. Per lui la mediazione era l’essenza della politica e andava esercitata con tutti, dal Pci ai grandi gruppi economico finanziari agli alleati politici fino anche alla mafia tradizionale, mentre invece condusse una lotta senza quartiere contro quella corleonese, fedele in modo totale in una prima fase alla Alleanza Atlantica, in una seconda persegui intese e rapporti anche con l’URSS e il mondo comunista". Cosi’ Fabrizio Cicchitto, del Pdl.
 
SCHIFANI: SCOMPARE SIMBOLO DELLA NOSTRA VITA DEMOCRATICA "Con la morte di Giulio Andreotti scompare un simbolo della nostra vita democratica. Un uomo che è stato capace, con alto senso dello Stato e con un’intelligenza non comune, di segnare tanti momenti fondamentali delle nostre istituzioni. Sono vicino ai suoi familiari in questo momento di dolore, anche a nome di tutti i senatori del Popolo della Libertà". Lo ha dichiarato il presidente dei senatori del Pdl, Renato Schifani.
 
ROTONDI: È LA STORIA, LUTTO GRANDISSIMO
"Andreotti è l’uomo politico italiano più conosciuto al mondo. E’ stato l’Italia, lo Stato, la Dc. Insomma, è la storia e la storia continua sempre. Per chi è ancora democristiano è un lutto grandissimo, ma la storia e la rivalutazione dell’opera di Giulio Andreotti è solo agli inizi". Così il parlamentare del PdL, Gianfranco Rotondi, alla notizia della scomparsa di Giulio Andreotti.