Minniti per la Reggina snobbò Gheddafi

“Se sarà eletto segretario del Pd, come potrà Minniti, l’uomo che disse no a Gheddafi, dire di sì a Franceschini e Calenda?”

Antonio Padellaro ha firmato ieri su “Il Fatto quotidiano” il miglior articolo della domenica (se lo avete perso, lo trovate oggi sul nostro sito La Mescolanza).

Padellaro sfoglia sempre avidamente i libri dei politici, così scrive, alla ricerca di qualche intrigante retroscena. Ed eccone uno, delizioso.

Nel suo ultimo libro (“Sicurezza e libertà”, editore Rizzoli) Marco Minniti racconta come nel 1999, all’epoca sottosegretario, restò in attesa molti giorni a Tripoli prima di ottenere un appuntamento con Gheddafi. Mortificanti rinvii, uno dopo l’altro. Finalmente il colonnello si decise, ma l’ora dell’incontro coincideva con il match di calcio Reggina-Juventus. Minniti non voleva perderla! E con fierezza rifiutò l’agognato appuntamento.

Disagio e panico tra i diplomatici, dirigenti, funzionari… poi Gheddafi acconsentì a ricevere Minniti in piena notte. Conclusione strepitosa di Padellaro: se sarà eletto segretario del Pd, come potrà l’uomo che disse no a Gheddafi dire di sì a Franceschini e Calenda?