Richetti (Pd), “Minniti dice di non essere renziano ma vuole i voti di Renzi”

“Trovo surreale che si voglia fare un congresso parlando di Renzi. Io dico che sono renziano e sono orgoglioso di quello che abbiamo fatto”

Il Senatore Matteo Richetti, candidato alla segreteria del Pd, parlando a Radio Cusano Campus, sul Congresso del partito ha detto: “Mi sono messo in gioco proponendo un rinnovamento vero, profondo, basato su persone che abbiano competenze e passione. Hanno talmente capito che facciamo sul serio che non c’è un parlamentare che per sbaglio sia con me, ma non credo per un fatto di antipatia nei miei confronti, piuttosto perché sono convinto che stavolta o si fa sul serio o si va a sbattere”.

Troppi candidati alle primarie? “Il problema non è se siamo tanti o pochi, il problema è che cosa sostiene e su cosa è fondata una candidatura. Io mi sono candidato con un assunto: basta con un partito che fa decidere alle tessere i propri candidati. Vuol dire che se vinco io si fa la tessera per partecipare e non per tenere fuori i giovani dal partito, cosa che sta accadendo. Se vinco io nei collegi per decidere il nostro candidato si fanno le primarie e non le liste. Se vinco io le priorità saranno le nuove generazioni”.

Su Minniti: “Trovo surreale che si voglia fare un congresso parlando di Renzi, il quale ha dato qualcosa di più che un importante contributo alla vita del PD. Minniti dice di non essere renziano, io invece lo sono. Mi fa troppo ridere vedere che vogliono prendere i voti da Renzi senza professarsi renziani. Io invece, che non chiedo i voti in quanto qualcosa, sono stato molto orgoglioso di condividere un’esperienza di cambiamento, di innovazione della politica che avrà anche avuto dei limiti ma che oggettivamente ha dato vita ad una delle esperienze di governo più importanti degli ultimi anni”.

“Chi temo tra i rivali alle primarie? Il rivale più duro che ho sono le logiche che in questo momento stanno governando il PD. Il più grande rivale è la telefonata di un sindaco che mi dice: ‘Matteo, ti sostengo, vorrei stare con te ma non lo posso dire perché altrimenti passo dei guai nella mia regione’. Poi fanno tutti le verginelle e mi dicono: fai nomi. Un partito con delle ipocrisie di questo livello non si vedeva da molto tempo”.

Sul tema dell’alleanza con il M5S: “Se vinco io apro immediatamente il movimento dei democratici italiani aperto a tutti quelli che vogliono contribuire e creare un fronte alternativo alle forze sovraniste che stanno governando. C’è un popolo al quale sta stretta l’attuale conformazione del PD e bisogna dare una casa a questo popolo, anche se questo passa da un po’ di cedimento e di rinnovamento della classe dirigente. Il problema non sono le sigle, come si fa a fare l’alleanza con questo M5S? Quello che vota che i beni confiscati alla mafia possono tornare alla mafia con un prestanome. Quello che vota i condoni. Questa è la destra peggiore per il Paese, quindi la discussione è già chiusa. Questo M5S e questa destra saranno sempre i nostri avversari”