Merlo (MAIE), ‘governo Renzi bastona gli italiani nel mondo’

Sabato 15 agosto si è riunito a Mar del Plata il Movimento Associativo degli Italiani all’Estero (MAIE) per tenere il Congresso dell’Argentina, il paese dove è nato questo movimento politico. L’incontro è servito per fare il punto sulla situazione italiana, sulla recente presa di posizione del partito sulle elezioni argentine, per analizzare i risultati delle recenti elezioni dei Comites e per tracciare le linee da seguire nei prossimi mesi, anche in vista dell’assemblea per l’elezione dei sette membri che rappresenteranno la comunità italiana in Argentina nel Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE), che si terrà il 26 settembre.

Ad aprire il Congresso i coordinatori del MAIE nella circoscrizione consolare di Mar del Plata, Adriano Toniut (consigliere uscente del Cgie) e Marcelo Carrara, entrambi membri del Comites di Mar del Plata riconfermati nelle recenti elezioni dei Comites. Il dott. Toniut, che ha moderato il dibattito, ha sottolineato l’importanza del risultato ottenuto dal MAIE a Mar del Plata, così come nel resto del Paese.

Al tavolo della presidenza erano seduti  l’on. Ricardo Merlo, presidente del MAIE, il senatore Claudio Zin, vicepresidente; la senatrice Mirella Giai, coordinatrice per l’America Latina e Mariano Gazzola, coordinatore nazionale del movimento. Presente anche il presidente del Comites di Mar del Plata, Raffaele Vitiello. Quest’ultimo nel suo saluto di benvenuto ai delegati, ha ricordato che al Comites di Mar del Plata è stata confermata la lista che aveva vinto anche le precedenti elezioni, perché lavora accanto alla gente, un atteggiamento di servizio che i connazionali apprezzano, che è la ragion di essere dei dirigenti della collettività.

Il presidente del MAIE, on. Ricardo Merlo, ha analizzato la situazione politica italiana, sostenendo che il governo, pur se deve affrontare tante difficoltà, ha una forza sufficiente per arrivare, probabilmente, alla fine della legislatura. “Da quando sono in Parlamento – ha detto Merlo – e questa è la terza legislatura, non ho mai visto un governo così forte, neanche quando in teoria avevano numeri più solidi alle camere”.

Il deputato italiano residente a Buenos Aires ha spiegato che oltre ai numeri che ha in Parlamento, il governo presieduto da Matteo Renzi si avvantaggia dalla mancanza di iniziativa e di forza dell’opposizione che è molto frammentata. Parlando poi del rapporto con gli italiani all’estero, Merlo ha definito il governo Renzi il peggiore della storia nei riguardi dell’altra Italia, motivo per il quale il MAIE si trova all’opposizione. “Anche se abbiamo approvato alcune leggi che abbiamo ritenuto utili perché l’Italia possa riprendersi, ed effettivamente sta uscendo molto piano dalla recessione – ha spiegato il fondatore del MAIE – siamo all’opposizione perché è un governo che ha danneggiato gli italiani all’estero e che non è interessato al rapporto con le nostre comunità”.

Merlo ha poi lamentato che su 18 parlamentari eletti all’estero, 14 votino col governo anche le leggi che vanno contro gli interessi dei nostri connazionali residenti fuori d’Italia. Pur se alcuni di loro criticano queste misure, nel momento di votare lo fanno approvando quelle norme che ci danneggiano, perché sono legati al governo in quanto fanno parte dei partiti che lo sostengono. Posizione critica nei riguardi dei colleghi di senato e camera eletti all’estero, ribadita dal senatore Claudio Zin, il quale ha ricordato inoltre che specialmente al Senato, il governo si regge su una maggioranza di solo otto senatori, domandandosi se non si aprirebbero altre possibilità per le comunità all’estero se i senatori eletti fuori d’Italia accordassero un programma o almeno una serie di proposte da sottoporre al governo.

Zin ha ricordato inoltre che i parlamentari non sono obbligati dal vincolo di partito, ma che sono completamente liberi di votare secondo coscienza, ragion per cui non si capisce l’allineamento di tanti eletti all’estero agli ordini dei rispettivi partiti. In questo senso, ha detto l’on. Merlo, noi siamo una forza nata in seno alle nostre associazioni, che continua a crescere anche fuori dal nostro continente. Un movimento non legato alle ideologie, ma unito dalla comune appartenenza alle comunità, alle associazioni che in esse si sono sviluppate e al volontariato che con esse si è sviluppato per lavorare nel sociale e nella diffusione della cultura e delle tradizioni.

Le origini diverse e la  confluenza nel movimento associativo, sono state sottolineate anche da Mirella Giai, senatrice nella precedente legislatura, che ha ricordato il suo passato nella sinistra italiana, e la volontà di contribuire nel progetto dell’associazionismo italiano all’estero, che si è rivelato – ha detto – lo strumento idoneo per far sentire a Roma la voce degli italiani all’estero.

La sen. Giai, che ha ricevuto le congratulazioni per il suo compleanno dalla cinquantina di delegati presenti nella sala, ha invitato il movimento ad essere fiero della sua identità e di quanto sta facendo. Poi, parlando di un altro punto all’ordine del giorno, i rapporti con la politica locale e la situazione argentina, la sen. Giai è tornata sulle sua ideologia di sinistra: “Sapete come la penso io – ha detto – ma nelle prossime elezioni argentine dobbiamo fare una scelta di cambiamento. Non possiamo continuare a votare coloro che sono da tanti anni al governo, perché democrazia è alternanza”, in un riferimento nemmeno troppo velato alla candidatura di Mauricio Macri e alla coalizione “Cambiemos” che la sostiene.

Sul tema sia Merlo che Zin hanno spiegato l’appoggio del MAIE a Macri principalmente nella promessa fatta dal leader del Pro di togliere i divieti imposti dall’attuale governo al mercato delle valute, che colpiscono pesantemente anche i pensionati INPS, i quali riscuotono in pesos ad un tasso di cambio molto sfavorevole fissato dalla Banca centrale argentina, l’importo (in media 300 euro) che l’Italia manda ogni mese in Argentina, con una perdita di oltre il cinquanta per cento.

I due parlamentari del MAIE hanno ricordato le riunioni avute con esponenti del governo (il ministro del Lavoro Tomada, il presidente dell’Anses Bossio, il vicepresidente Boudou, il presidente della Banca centrale Fabrega ed altri) che si sono rivelate infruttuose, lamentando quindi l’atteggiamento dell’attuale governo nei confronti della comunità italiana: “Mai siamo stati trattati così male da un governo argentino”, hanno detto. Hanno quindi parlato della necessità di impegnarsi anche nella politica argentina, ricordando che la stragrande maggioranza della comunità è fatta ormai da persone che sono nate in Argentina. Una situazione che è poi stata sottolineata da vari interventi dei delegati nel successivo dibattito. Un esempio di tale impegno lo sta dando Marcelo Carrara, che ha vinto le recenti primarie aperte e sarà candidato al consiglio comunale di Mar del Plata.

Tra gli interventi particolarmente vibrante quello di Dario Signorini, il quale ha ricordato la necessità di essere fedeli alle origini nell’associazionismo, all’eredità ricevuta dagli emigrati in oltre cento anni di presenza in Argentina e alla necessità di far prevalere lo spirito di servizio tra compagni di movimento (ricordando che compagni deriva dal condividere il pane) al servizio della comunità e, ricordando le parole di Papa Francesco, che l’unità deve prevalere sulle differenze.