Medicina, parla l’esperta: ‘vaccini sicuri, il pericolo è la malattia’ – di Barbara Laurenzi

young doctor with happy baby making examination

Roma – Primavera, tempo di malattie esantematiche. Molti genitori si interrogano sull’opportunità di effettuare le vaccinazioni obbligatorie intimoriti dalle diverse teorie circolate negli ultimi anni, secondo le quali ci sarebbe un collegamento tra alcuni vaccini e l’autismo. È davvero così?

Lo abbiamo chiesto a Patricia Semeraro, specializzata in pediatria, neonatologia e puericultura.

Quali vaccinazioni consiglia in questo periodo? E per quali soggetti?

Sicuramente la vaccinazione per l’epatite A, nei paesi in cui si manifesta, e poi il meningococco B per i lattanti, mentre i più cresciuti ne devono fare tre entro i sei mesi e, dopo i sei mesi, due con una dose di richiamo. Quindi, riepilogando, è necessario effettuare quattro dosi prima dei sei mesi e due dosi dopo i sei mesi, con una dose di richiamo.

Quali sono, invece, le malattie esantematiche più diffuse nel periodo primaverile?

Quando si parla di malattie esantematiche, bisogna prima di tutto tener conto che stanno scomparendo grazie alle vaccinazioni. Assistiamo, però, a una recrudescenza del morbillo proprio perché, negli ultimi anni, non si è vaccinato poiché si pensava che la triplice vaccinazione Morbillo-Rosolia-Parotite potesse causare l’autismo. Una convinzione errata, tanto che numerosi studi di livello internazionale hanno dimostrato che non c’è alcun collegamento tra i due fenomeni. Per questo motivo, consiglio la vaccinazione per il morbillo tra il tredicesimo e il quindicesimo mese, con un richiamo al quinto anno. È opportuno effettuare la vaccinazione anche contro la scarlattina, che può sfociare in tonsillite, e contro la varicella. Anche in questo caso si è diffuso un certo scetticismo mentre, invece, si tratta di una vaccinazione totalmente sicura.

Lei stessa ha accennato ai luoghi comuni sulle vaccinazioni. Quali sono più diffusi?

Sicuramente, negli anni recenti, si era diffusa la convinzione che la triplice vaccinazione portasse all’autismo, un fatto totalmente falso. Bisogna tenere conto che le vaccinazioni sono state studiate approfonditamente e che, a livello internazionale, sono state eseguite numerose prove assolutamente attendibili. Di conseguenza si è appurato che le vaccinazioni sono sicure, mentre non sono sicure le malattie che, anzi, possono rappresentare un vero e proprio pericolo. Il morbillo, ad esempio, può avere come conseguenza un’encefalite.

Lei è quotidianamente a contatto con pazienti di qualsiasi età. Quanto sono presenti idee di questo tipo?

Fortunatamente il contatto con i miei pazienti è positivo, sono preparati e si informano. Per quanto riguarda la mia specializzazione, ossia la pediatria, si registra una percentuale molto bassa di persone che diffidano dei vaccini, tanto che il 98 per cento di loro pratica la vaccinazione.

Quanto è importante il ruolo del pediatra nella crescita del bambino?

Il ruolo del pediatra è fondamentale. È importante controllare il bambino ogni mese, per assicurargli una crescita idonea. In seguito, bisogna effettuare i dovuti controlli almeno una volta l’anno oppure due e dare i percentili ai genitori così loro possono capire a che punto è la crescita del figlio. Il pediatra è la prima persona a cui si rivolgono i genitori, è lui a prendersi cura di queste cose e a segnalare la crescita in termini di peso e altezza. A questo proposito, mi preme tranquillizzare le mamme e i papà preoccupati per il blocco di uno di questi due parametri. Se in fase di accertamento il pediatra rileva che si è bloccata la crescita del peso o dell’altezza, non è un problema grave. Se si ferma momentaneamente un solo parametro tra tutti e due non succede nulla, l’importante è che non si blocchino entrambi.

Quali sono i passi in avanti compiuti dalla medicina nella pediatria?

I successi della medicina e della scienza si ripercuotono naturalmente anche nella pediatria, che rappresenta la medicina generale del bambino. Grandi passi in avanti si sono registrati nel campo dei tumori nei bambini poiché oggi anche il pediatra può prevenirlo e questa è una novità fondamentale. È importante arrivare a diagnosticare in anticipo una leucemia, a me è capitato personalmente e posso dire che la scienza ha veramente registrato passi da gigante in questo campo. Effettuare una giusta diagnosi in tempo è fondamentale, anche dire che un bambino sta bene significa fare una diagnosi. Non dimentichiamoci che un bambino sano oggi sarà un adulto sano domani.