Oltre a guidare i Popolari per l’Italia, il ministro della Difesa Mario Mauro – come spiega in una intervista al Corriere della Sera – ha l’ambizione di rappresentare a Roma il versante più autentico del Ppe. Se Casini torna a guardare verso Berlusconi, lui risponde: "Io resto al centro". Ma il centro resta? "Partiamo da un giudizio su questa rassegnazione che vedo in giro, in troppi pensano che ci sia una sorta di obbligo a stare con l’uno o con l’altro, con il Pd o con Berlusconi. Non è così. Il centrodestra è storicamente e politicamente un’invenzione di Berlusconi, prima centro e destra erano distinti, diceva Cossiga: ‘Anche distanti’".
Secondo Mauro "Berlusconi ha messo insieme un partito nazionalista come An con un partito contro la nazione come la Lega, condendo il tutto con l’idea della rivoluzione liberale. Oggi è cambiato tutto: non c’è più An, la Lega è ai minimi storici e come dimostra l’episodio della contestazione a Napolitano ha contenuti inconciliabili con tutti coloro che dicono di voler far parte del centrodestra". E sottolinea l’opportunità che Alfano non si allei con Forza Italia: "Mi chiedo che senso ha immaginare di collocarsi in questo contesto, e che speranza reale di produrre reali riforme potrebbe generare. Restare al Centro significa indicare l’unico punto realistico di partenza, e cioè aggregare quelle formazioni che la cultura della responsabilità ha reso fautori del governo Letta e che si riconoscono nella matrice del Ppe", "alla viglia di queste elezioni Europee non si costruisce nulla tornando al populismo del Cavaliere".
Secondo Mauro le Europee di maggio saranno un primo test: "Alle Europee esiste una legge proporzionale con uno sbarramento al 4%, l’ideale per potere testare le ragioni di chi si riconosce nel Ppe: facciamolo tra quei partiti che hanno quella comune appartenenza e che hanno sostenuto insieme il governo Letta. Sarebbe paradossale per il centrodestra riproporsi con Berlusconi dopo aver qualificato la sua esperienza come estremista. Proviamo a federare tutti coloro che si ritrovano nella matrice popolare, ma con contenuti europei e riformatori, e ricordo a tutti che fra i contenuti chiave del Ppe c’è anche l’euro, che a più riprese Lega e Forza Italia, hanno contestato. A maggio, come oggi in Ucraina, ci saranno in Italia solo due schieramenti: quelli che sono per l’Europa e quelli che sono contrari, a me interessa essere dalla parte giusta, e non confondermi con gli altri".






























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