Maturità col cellulare sotto il banco o nei bagni, esami a rischio?

Il cellulare mette sempre più in difficoltà professori ed esaminatori. Aumenta il numero dei ragazzi disperati che pensano di fare affidamento al cellulare, disposti a correre il massimo rischio durante gli esami di maturità. Lo studente in aula scatta la foto di nascosto alle domande d’esame e la manda ai compagni della classe parallela che entreranno nel turno successivo. E poi ancora: ragazzi che col cellulare sotto il banco accedono a internet per trovare le risposte ai quesiti posti dalla prova scritta. Altri che lasciano addirittura l’iPhone in bagno per poi consultarlo quando si assentano dall’aula per fare i loro bisogni. Aneddoti, spifferi che provengono dai corridoi delle scuole italiane immerse negli esami di fine anno.

Se si considera che la maggior parte dei giovani tra i 12 e i 19 anni possiede almeno un cellulare, si capisce come oggi a uno studente possa bastare un semplice click, e un po’ di sangue freddo, per accedere a un universo di risposte. E potenzialmente sarà sempre peggio anche perchè sono in arrivo altri strumenti oltre il telefonino, come orologi, occhiali e altri ancora con dotazioni analoghe.

Mentre in alcuni casi il docente chiede addirittura di spegnere e consegnare i cellulari prima dell’inizio della prova scritta, generalmente ci si affida soprattutto all’onestà degli studenti, anche perchè confiscare i cellulari non risolve il problema completamente. Qualcuno potrebbe nascondere un apparecchio nei bagni o nei corridoi.

Ma studenti fate bene attenzione! L’uso del cellulare è bandito dalla norma che prevede che se il cellulare squilla durante la prova d’esame è legittima l’esclusione del candidato. In particolare la nota 11 maggio 2010, n. 3614 del Ministero dell’Istruzione determina i criteri da seguire sugli “adempimenti di carattere organizzativo e operativo relativi all’esame di Stato” ed ha ritenuto di tenere conto dell’evoluzione tecnologica nel settore dei mezzi di comunicazione, arricchendo le prescrizioni di condotta già contenute nella previgente disciplina.