Mafia Capitale, Alemanno: qualcuno ha tradito la mia fiducia

GIANNI ALEMANNO

"Se guardiamo ai numeri, gli indagati di sinistra sono il doppio di quelli di destra. Dieci a cinque". Così Gianni Alemanno in una intervista a Repubblica parlando dell’inchiesta su Mafia Capitale. E sul suo personale coinvolgimento l’ex sindaco di Roma precisa: "Io Carminati non l’ho mai conosciuto. Mai visto né sentito. Né da giovane né in tempi recenti. Le dirò di più: Carminati viene da una destra extraparlamentare che odiava noi dell’Msi. E ascoltando le sue intercettazioni si sente che lui parla di me con disprezzo e con lontananza". E aggiunge: "Che Carminati fosse nel Comune non se n’era accorto nessuno. Né il prefetto, né l’opposizione, né io. Quando lessi il suo nome in un’inchiesta dell’Espresso chiesi ai miei se qualcuno avesse contatti con lui. Tutti negarono decisamente. Se qualcuno l’ha portato all’interno del Campidoglio l’ha fatto tradendo la mia fiducia".

"Quando io sono arrivato in Campidoglio, Buzzi ce l’ho trovato. Era già fortemente accreditato. Lui parte con Rutelli, cresce con Veltroni, va avanti con me e arriva fino a Marino, indisturbato" e "i soli soldi che ho ricevuto erano dichiarati e tracciati. Chi dice il contrario dice il falso". E conclude: "Io di Panzironi mi fido, e spero che ritratti. Parliamo di una persona che è da sei mesi in galera. Comunque aspettiamo che la giustizia faccia il suo corso. Ma nel frattempo separiamo la politica dai fatti giudiziari".

"Quando ho sentito che Marino invitava la destra a tornare nelle fogne ho sentito un brivido nella schiena. Perché è uno slogan che ci riporta agli anni Settanta, quelli in cui ci sparavano addosso. Anni che pensavamo superati per sempre. La cosa buona che abbiamo fatto sia io che Veltroni è stata quella di intitolare le strade e i giardini ai caduti di destra e di sinistra, mettendo una pietra sopra a quella sanguinosa stagione di odio totale. Un ritorno al passato è veramente un segnale bruttissimo. Che dimostra la disperazione di Marino".

L’ex sindaco di Roma conferma la sua querela a Marino: "Per quella telefonata, raccontata da lui, in cui io gli avrei chiesto due posti in un consiglio d’amministrazione. Semplicemente non c’è mai stata", "non esiste che io prenda accordi di questo genere con il Pd, raccomandando delle persone". E aggiunge: "Credo che anche Marino, che ha avuto un assessore arrestato, dovrebbe fare un passo indietro: non per sue responsabilità personali, ma perché bisogna separare la politica dall’inchiesta. Dobbiamo tornare a votare. E invece lui con questi tassi altissimi di polemica sta avvelenando la vita politica cittadina", "tra qualche giorno dovremo votare la mozione per la candidatura di Roma alle Olimpiadi. Il capogruppo del Pd mi ha chiesto un voto unitario. Io sono disponibile, lo ritengo un dovere. Ma certo questo clima avvelenato creerà molti problemi…".