Matteo Renzi, ‘mille giorni per cambiare l’Italia. Si vota nel 2018’

Matteo Renzi, in un’intervista al settimanale Oggi, spiega che tra sei mesi si immagina “un Paese più aperto, più semplice, meno impaurito. Ci siamo dati come orizzonte mille giorni, per dire che le riforme di cui abbiamo bisogno sono profonde e coraggiose e non per guadagnare tempo. Ma i cambiamenti che abbiamo messo in campo e che stiamo realizzando, dal lavoro alla giustizia, dall’economia, con la più straordinaria riduzione di tasse della storia, al ridisegno delle nostre istituzioni, cominceranno presto a dispiegare i loro effetti. Non bastano sei mesi, ma certo già la prossima primavera vedremo il Paese ripartire, dopo troppo tempo di palude e di stagno".

Per un orizzonte a 6 sei anni il premier immagina invece "un’Italia che attrae capitali e investimenti, che scommette sulla propria bellezza, sulla cultura, il turismo, che ha fatto i compiti a casa per tornare a guidare l’Europa. Perché la nostra corsa la dobbiamo fare sulla Germania, sul gruppo di testa, e non sul fanalino di coda. Vedo un futuro all’altezza della nostra ambizione".

Il capo del governo sottolinea che "abbiamo sfrondato un sistema del lavoro che era diventato una trappola per i giovani e per chi esce dal mercato", "non ci siamo ritratti per dare un po’ più di flessibilità alle imprese e qualche soldo in più in busta paga a chi non ce la fa" e "abbiamo puntato sul ceto medio, motore delle trasformazioni sociali non solo in Italia", "vogliamo tenere aperte le fabbriche e non occuparle, perché l’occupazione di cui hanno bisogno i nostri lavoratori non è quella che minaccia il sindacato". E ribadisce: "Si vota nel 2018". E del suo futuro dice: "Tra qualche anno mi vedo magari a fare qualcos’altro. Ma prima c’è da cambiare l’Italia".