Mattarella presidente, Renzi vincitore: verso voto anticipato? – di Marco Zacchera

Complimenti a Matteo Renzi che dimostrando capacità, spregiudicatezza e intelligenza è riuscito in una brillante operazione politica facendo eleggere alla presidenza della Repubblica Sergio Mattarella, un silenzioso democristiano di vecchio stampo che non gli farà ombra, e contemporaneamente ha ricompattato il Pd mettendo all’angolo Berlusconi, ridicolizzato Alfano, utilizzato la terza variabile di maggioranza e si appresta a dominare con la nuova legge elettorale il parlamento presente e futuro.   

Mattarella credo sarà un buon presidente perché è una brava persona, moderata e silenziosa, che non darà fastidio a nessuno (tanto meno a Renzi) dopo una vita passata tra le leggi e a tessere intese ed alleanze. E’ la riscossa postuma della sinistra Dc, quella dei Moro e dei De Mita, delle “convergenze parallele” e delle aperture a sinistra, concetti e storie che per gli “Under 50” sono tutte da riscoprire.

Ho conosciuto bene il nuovo presidente stando insieme con lui per molti anni in Commissione Esteri alla Camera ed ho apprezzato stile, tratto, serenità. Certo non è un fulmine di guerra ma sempre cortese, attento, mai una parola sopra le righe.
Sul campo resta un Berlusconi spiazzato e che tre giorni prima del voto ha regalato a Renzi (gratis?!) anche la riforma elettorale condannando alla sconfitta il centro-destra, salvo miracoli, per un bel po’ di anni e facendosi sostanzialmente imbrogliare.

Non parliamo di Alfano che è stato messo a cuccia come i cagnolini quando il padrone alza la voce: restare al governo il più a lungo possibile sembra l’unica missione di un Ncd in dissoluzione che, come Forza Italia, si è ulteriormente frantumato al suo interno.

Bene il patto Lega Nord-Fratelli d’Italia su Feltri, un’intesa che spero si rafforzi nel futuro come potenziale catalizzatore di un centro-destra allo sbando.

Chissà che la nuova disavventura non faccia capire al Cavaliere (e soprattutto a certi suoi collaboratori e consiglieri) che è davvero ora di farsi da parte, anche perché non credo che Mattarella sia il tipo da concedergli qualche amnistia. “Sparare” Amato come candidato berlusconiano tre settimane prima del voto voleva dire bruciarlo, come puntualmente è avvenuto: ma chi sono questi strateghi da strapazzo intorno a Berlusconi? Tra l’altro considero perlomeno Mattarella meno torbido e quindi più potabile di Amato, controverso ex segretario di Craxi. Due personaggi ancorati agli anni ’80 ma, dopo 30 anni, questa è ancora la minestra che passa il convento!

Auguri quindi al neo Presidente che se si dimostrerà davvero “super partes” (anche nei confronti di Renzi) potrà diventarlo nel cuore di tutti.
 
Stamattina, svegliandomi, pensavo a un’Italia dove il Presidente fosse eletto direttamente gli italiani: quanti di loro avrebbero oggi votato “Mattarella”, sconosciuto al 70% dei cittadini. Questa sì che sarebbe una delle prime riforme da fare, ma romperebbe i giochetti di vertice e quindi non ne parla nessuno, a meno che a riproporla non sarà presto proprio Renzi che – magari quando avrà compiuti i 50 anni – avrà pur voglia di provarci. Oggi è lui il vero vincitore surclassando la concorrenza e bisogna dargliene atto, mentre credo che a breve giocherà la carta di nuove elezioni: il potere piace, soprattutto a chi ce l’ha!

*ex deputato PdL, già sindaco di Verbania