Marò italiani all’estero, Girone non torna in Italia

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Sia l’Italia che l’India devono sospendere ogni procedimento penale, ed evitare di intraprenderne altri, che possano aggravare o estendere la disputa sottoposta all’arbitrato in corso, e che possano in qualche modo pregiudicare una serena decisione da parte del tribunale arbitrale. E’ quanto sentenziato dal Tribunale del mare di Amburgo, che si è pronunciato oggi sulla questione dei due marò italiani detenuti in India da ormai oltre tre anni. Lo stesso tribunale ha però respinto la richiesta di misure provvisorie effettuata dall’Italia, che aveva chiesto il ritorno in patria di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre (il quale in realtà è già da qualche mese provvisoriamente in Italia per la convalescenza, dopo essere stato colpito da ictus) in attesa della risoluzione della controversia, perché "la questione dello status relativo alla giurisdizione non può essere decisa da questo Tribunale, soprattutto nella fase delle misure provvisorie".  

La sentenza è stata accolta comunque dal governo italiano come un mezzo successo: secondo il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni "è un risultato utile, stabilisce in forma definitiva il principio molto importante che non sarà la giustizia indiana a gestire la vicenda. Per noi è un risultato utile. Sarà l’arbitrato internazionale come l’Italia aveva chiesto, a gestire questo caso". Resta comunque il fatto che "il governo italiano resta impegnato sull’obiettivo nel corso della vicenda arbitrale per garantire la libertà ai due fucilieri".

Per l’agente del Governo italiano, Francesco Azzarello "il Tribunale ha riconosciuto la piena legittimazione e competenza della Corte arbitrale sulla vicenda. La misura oggi prescritta tutela in parte i diritti italiani sul caso dell’Enrica Lexie". Ma già il ministro dei Trasporti Graziano Delrio la vede un po’ diversamente. “Questa notizia che non si assumeranno misure temporanee non va nella direzione che noi avevamo richiesto – spiega – il governo non fa altro che prenderne atto in questo momento, poi si decideranno gli eventuali passi necessari che credo saranno oggetto di discussione tra il presidente del Consiglio e il ministro competente".