Io domando una sola cosa agli italiani di cultura, a gente di casa, ai bambini ed ai vecchietti: se quei due marinai fossero stati inglesi, o francesi, o tedeschi, o russi, o spagnoli, o americani, … le rispettive Nazioni di appartenenza cosa avrebbero fatto? Come minimo avrebbero immediatamente effettuato un blocco navale commerciale delle navi indiane nei propri porti; avrebbero bloccato tutti gli accordi commerciali ed in patria avrebbero attuato una forma di ostracismo su tutte le iniziative indiane, lasciando l’ambasciatore solo per mantenere esclusivamente i rapporti inerenti all’arresto dei due militari.
Rammento ancora una volta una indecente ed ignobile azione perpetrata proprio nei confronti dei familiari di un Marò. Quando un mio collega di Corso d’Accademia venne a Roma con i familiari per effettuare verso le autorità governative una piccola forma di richiamo sulla situazione che si protraeva da troppo tempo, al mio amico, che faceva da portavoce, è stato consigliato di non manifestare in alcun modo e di non esibire alcuno striscione col nome dei Marò in pubblico, onde non suscitare qualche azione di ritorsione nei confronti dei militari in India o di, addirittura, bloccare i contatti… Furono persino tolti i manifesti dal Campidoglio, perché area culturalmente protetta.
Qualcuno malignò che qualche altissimo grado delle Forze Armate, attualmente in servizio, ma interessato ad una futura vendita di elicotteri all’India da parte di una ditta italiana, intervenne per bloccare qualsiasi manifestazione col fine di non toccare la suscettibilità degli indiani.
Persino verso gli ambienti delle Associazioni d’Arma, quindi tutti ex-militari in pensione – diciamocelo pure chiaramente – c’è stata una netta presa di posizione contro qualsiasi forma eclatante di manifestazione. A qualcuno fu impedito perfino di passare il Capodanno cantando l’Inno di Italia sull’attenti davanti al palazzo del Governo per poi passare la nottata del primo gennaio nella chiesetta di San Marco a Roma, sempre in silenzio senza manifesti!
Ora una commissione di parlamentari si è recata finalmente in India senza avere prima la sicurezza di incontrare qualche politico indiano. Giustamente l’India si è presa di nuovo gioco degli italiani, “brava gente”, prospettando loro, questa volta, non la solita secchiata (il mio amico Leonardo Cecca voleva sapere la quantità), ma una montagna di merda scaricata da un Tir. Tanto le vacche girano liberamente in India: sono i poveri cristiani italiani che sono rinchiusi! La commissione italiana tornando cantava: “S’annamo a divertì,…. Nannì, Nannì!”.





























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