Marò italiani all’estero, l’Italia: Latorre e Girone tornino a casa

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L’Italia ha chiesto oggi al tribunale internazionale del diritto del mare di Amburgo che, fino alla conclusione del procedimento dell’arbitrato, Massimiliano Latorre possa restare in Italia e Salvatore Girone possa farvi rientro. Chiesta inoltre la sospensione della giurisdizione a carico dei marò in India. Lo riferisce la Farnesina in una nota.

L’iniziativa odierna, prosegue la nota della Farnesina, è dettata dalla necessità di tutelare i diritti dei fucilieri di Marina e dell’Italia durante lo svolgimento del procedimento arbitrale avviato il 26 giugno. Come da prassi, il percorso che porterà il tribunale di Amburgo ad esprimersi sulle istanze italiane dovrebbe completarsi entro alcune settimane.

"Bene richiesta Italia per rientro Girone e permanenza Latorre #finalmente". Lo scrive su Twitter Elio Vito, deputato di Forza Italia. Ricky Filosa, coordinatore del Movimento Associativo Italiani all’Estero in Centro America, su Facebook commenta: "L’Italia chiede al tribunale internazionale del mare di Amburgo di fare rientrare Girone dall’India e di fare restare Latorre in Italia. Meglio tardi che mai. Rivogliamo i nostri marò, riportiamoli a casa". 

LA SCHEDA Il Tribunale internazionale per il diritto del mare, a cui l’Italia ha chiesto un arbitrato internazionale sul caso dei marò, è un organo giurisdizionale internazionale istituito nel 1996, in base alla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982. E’ chiamato a dirimere le controversie – che non sono state risolte attraverso i mezzi diplomatici – tra le 149 nazioni aderenti riguardo ai requisiti di sicurezza delle navi, i diritti di pesca nelle acque internazionali, la divisione delle acque territoriali nazionali e i divieti di pesca delle specie marine protette dalle convenzioni internazionali.

Le sentenze del Tribunale internazionale per il diritto del mare sono definitive e obbligatorie per le parti della controversia.

Con sede ad Amburgo, il Tribunale è composto da 21 giudici indipendenti, eletti per 9 anni, e da camere speciali che si occupano di particolari categorie di controversie. Il presidente del Tribunale viene eletto ogni tre anni; dal 2014 è Vladimir Vladimirovich Golitsyn, giudice russo membro del Tribunale dal 2008. Il vice presidente è Boualem Bouguetaia (Algeria).