Marò italiani all’estero: ‘Latorre ha recuperato all’80%, ma ora altri esami’

Massimiliano Latorre "ha recuperato al 70-80%" e "dovra’ stare in ospedale per altri quattro o cinque giorni per accertare la causa del malore". A parlare e’ un medico dell’equipe di neurologia del policlinico di New Delhi, dove da domenica il militare e’ ricoverato per un’ischemia. "Ha subito un’occlusione venosa nella parte destra del cervello – continua – che e’ stata trattata con iniezioni di TPA (Attivatore Tissutale del Plasminogeno), secondo una procedura standard che si attua in questi casi".

Secondo il neurologo, se il trattamento non fosse stato somministrato "entro le prime tre ore dal malore", le conseguenze "sarebbero state molto gravi". Per fortuna Latorre, 47 anni, e’ stato ricoverato pochi momenti dopo nel pronto soccorso di un ospedale vicino all’ambasciata. Secondo alcune fonti Ansa, "Massimiliano parla ed interagisce correttamente con i funzionari dell’ambasciata e con le persone che lo circondano".

Nel tardo pomeriggio Latorre, in sedia a rotelle, e’ stato portato da un’infermiera ad effettuare una risonanza magnetica, uno degli esami che servono ai medici per accertare le cause del malore. Indossava un completo di pantaloni e casacca color albicocca e appariva con il viso disteso. "Finora tutti i test di base che sono stati effettuati, sangue, risonanza e angiografia, hanno mostrato parametri normali – aggiunge ancora il neurologo – per cui nei prossimi giorni faremo altri esami per risalire alle cause dell’occlusione che di solito colpisce uomini molto piu’ anziani di lui".

Il militare e’ ospitato in una luminosa camera dalle pareti rosa e i mobili di legno chiaro al quarto piano del complesso ospedaliero situato nel quartiere di Rajinder Nagar, al confine di una vasta zona verde, da lui stesso frequentata durante le sessioni di jogging quotidiano. Con lui ci sono sempre la compagna Paola Moschetti, che non lo ha abbandonato nemmeno per un istante dal momento dell’incidente, e il collega Salvatore Girone, che e’ stato il primo a soccorrerlo, oltre allo staff dell’ambasciata d’Italia a New Delhi presente costantemente al suo fianco.