Marcello Dell’Utri è scomparso: latitante a Santo Domingo?

Marcello Dell’Utri è scomparso. Almeno, così pare, visto che nessuno riesce a trovarlo. A pochi giorni dalla sentenza definitiva sul concorso esterno in associazione mafiosa, l’ex senatore si sarebbe resto latitante.

Sul quotidiano “La Stampa”, si legge: “il suo telefono squilla a vuoto, lontano, come se Marcello Dell’Utri fosse chissà dove. E in effetti è chissà dove: un ordine di custodia cautelare è stato emesso contro di lui dalla terza sezione della Corte d’appello di Palermo, ma non è stato eseguito, perché gli agenti della squadra mobile di Milano non hanno trovato l’ex delfino di Silvio Berlusconi".

Tuttavia polizia e carabinieri smentiscono la notizia del tentativo fallito di recapitare un’ordinanza di custodia cautelare a Marcello Dell’Utri: “Non siamo andati a notificare nulla all’ex senatore Dell’Utri”. Eppure, secondo indiscrezioni, gli investigatori milanesi inviati al domicilio di dell’Utri non lo avrebbero effettivamente trovato in casa. Sulla circostanza pero’ viene mantenuto il massimo riserbo.

Dov’è finito l’ex senatore azzurro? Esotica la destinazione ipotizzata. "Troppo tardi: l’ex senatore del Pdl, condannato a sette anni per mafia e che attende per martedì la sentenza definitiva, potrebbe essere all’estero, in Guinea Bissau, Libano, Repubblica Dominicana". Non sarebbe la prima volta per Dell’Utri. Secondo la ricostruzione dei quotidiani "in quest’ultimo Paese si era già rifugiato due anni fa, in circostanze analoghe, quando sparì nei giorni in cui la Cassazione doveva decidere la sua sorte".

No comment su dove si trovi Marcello Dell’Utri dalla fondazione ‘Biblioteca del Senato’, ente milanese di cui l’ex parlamentare è presidente. In via del Senato a Milano pare non lo vedano da alcuni giorni, ma nulla di ufficiale viene fatto trapelare. L’ente possiede una raccolta di circa 100.000 volumi suddivisi in fondi, in opere di consultazione e in collezioni.

La passione bibliofila di Dell’Utri è nota, ed è anche stata fonte di un’altra imbarazzante vicenda giudiziaria per l’ex senatore, coinvolto secondo la procura di Napoli nella compravendita di libri sottratti fraudolentemente dalla biblioteca Girolamini. Nel cda della fondazione milanese figurano, oltre a Dell’Utri anche Giuliano Adreani, a.d. di Mediaset, Fedele Confalonieri, che di Mediaset è presidente, Fabio Pierotti Cei, Fulvio Pravadelli, e l’ex sindaco di Milano, Carlo Tognoli.

"In ufficio questa mattina il dottor dell’Utri non lo abbiamo ancora visto". Risponde così una segretaria della Fondazione della Biblioteca di via Senato a Milano. Dell’Utri, nei confronti del quale martedì scorso il Tribunale Palermo ha emesso una misura di custodia cautelare in carcere, sarebbe irreperibile da due giorni.

IL LEGALE “Non sapevo dell’ordine di arresto per il mio assistito. L’ho appreso questa mattina dai giornali. So che c’e’ una ricerca in atto del senatore Dell’Utri. Non so altro”. Lo ha detto l’avvocato Giuseppe Di Peri, legale di Marcello Dell’Utri, che racconta: “Ho visto il senatore Dell’Utri qualche giorno fa a Milano, ma non sapevo nulla dell’ordine di arresto”. Alla domanda se Dell’Utri era tranquillo, Di Peri ha risposto: “Come puo’ essere tranquillo un uomo in attesa di una sentenza definitiva…”.

L’EX SENATORE: "NON SCAPPO, SONO ALL’ESTERO PER CURARMI" "In merito alle notizie stampa e alle diverse interpretazioni circa la mia ‘irreperibilità’ tengo innanzitutto a precisare che non intendo sottrarmi al risultato processuale della prossima sentenza della Corte di Cassazione; e che trovandomi in condizioni di salute precaria – per cui tra l’altro ho subito qualche settimana fa un intervento di angioplastica – sto effettuando ulteriori esami e controlli". E’ quanto dichiara Marcello Dell’Utri in uncomunicato diffuso dal suo avvocato, Giuseppe Di Peri.

"Apprendo – si legge ancora nella nota – della aberrante richiesta di preventiva custodia cautelare mentre mi trovo già all’estero per il periodo di cura e riposo". "Rimango tuttavia in attesa fiduciosa del risultato che esprimerà la Massima Corte che ha già rilevato incongruenze e ‘fumus’ nella prima sentenza di appello, annullandola conseguentemente. Mi auguro quindi che un processo ventennale – per il quale ritengo di avere già scontato una grave pena – si possa concludere definitivamente e positivamente", conclude l’ex senatore Pdl.