Made in Italy, Trieste: centro d’eccellenza italiana del caffè (FOTO e VIDEO) – di Claudia Nobile

Con questo articolo Claudia Nobile inizia la sua collaborazione con ItaliaChiamaItalia 

Oltre 170 espositori di venti paesi del mondo, 10.782 i visitatori professionali da ottanta paesi (perlopiù dai Balcani, dall’Europa Centromeridionale, dall’Estremo Oriente), hanno partecipato a TriestEspresso Expo 2014, alla fiera dell’espresso, per favorire il business, e l’alta formazione professionale targata Scae (Speciality Coffee Associazion Europe), che si è svolta al Porto Vecchio di Trieste dal 23 al 25 ottobre, per la prima volta, là dove era movimentato il caffè già a fine ‘800.

La fiera biennale, nata nel 2002, è stata organizzata da Aries in collaborazione con l’Assocaffè Trieste, e con il patrocinio di ICO, International Coffee Organization.

All’inaugurazione del 23 ottobre, nella Conference Hall della Centrale Idrodinamica, sono intervenute le autorità locali, italiane e internazionali. Tra le rappresentanze locali c’era Adele Pino della Provincia di Trieste, il sindaco di Trieste, Roberto Cosolini, l’assessore della Regione, Paolo Panontin, il presidente della Camera di Commercio di Trieste, Antonio Paoletti e il presidente dell’Assocaffè Trieste, Max Fabian, che ha evidenziato l’importanza internazionale della fiera per Trieste, sottolineando che “il porto di Trieste sdogana tra un quarto e un terzo di tutto il caffè che entra in Italia, ha quindi un peso estremamente rilevante, è uno dei principali porti per il caffè in Europa”.

Il settore del caffè ha dunque un peso per Trieste, ma lo ha pure in Italia e nel mondo. Da qui sono partiti gli approfondimenti settoriali e sulle tendenze future del caffè. Sono intervenuti Patrick Hoffer, presidente del Comitato italiano per il caffè, Robéiro Oliveira Silva, executive director International Coffee Organization, e Furio Saggi Liverani, presidente Trieste Coffee Cluster.

I nuovi dati del mercato del caffè, d’import ed export, parlano chiaro. Per Patrick Hoffer il mercato italiano è uno dei settori industriali più vivaci del food & beverage, con oltre 700 torrefazioni e 7000 addetti che lavorano nel comparto, per un giro d’affari alla produzione di 3,3 miliardi di euro, di cui circa 950 milioni di euro destinati all’esportazione. Il caffè tiene come prodotto di larghissimo consumo, certo, ma andrebbe rilanciato di più nella qualità e nel servizio. È stato comunque evidenziato il trend positivo del caffè, nonostante la crisi. Difatti, l’Italia vanta il terzo posto in Europa per la produzione e l’export di caffè torrefatto, mentre è al quarto posto nella graduatoria mondiale dei maggiori esportatori di caffè (dopo la Germania, il Belgio, e gli Stati Uniti).

Sull’outlook riguardante la produzione del prossimo anno, è emersa una novità: proprio perché lo stato italiano è un membro assai attivo dell’ICO ospiterà, a settembre 2015, il Global Coffee Forum per celebrare la cultura dell’espresso. È stato proprio Robeiro Olivera Silva, l’executive director ICO, partendo dalla presa d’atto del significativo incremento dei prezzi del caffè dalla fine del 2013 a oggi, con relativa notevole volatilità, a presentare una stima sulle produzione del prossimo anno. La cifra prevista è di 145,2 milioni di sacchi, con un significativo scostamento, però, dall’arabica al robusta (robusta +6%, arabica -4%). Rimane il punto interrogativo sul raccolto del Brasile, mentre in via di ripresa quello della Colombia. Buone notizie anche sul fronte dei consumi con 155 milioni di sacchi e una previsione di crescita complessiva del 2% all’anno a spalmarsi sia sui mercati emergenti, che i tradizionali che gli esportatori.

Con queste e altre novità TriestEspresso Expo ha presentato tutto il meglio del made in Italy: dal chicco di caffè ai produttori di caffè verde, marchi leader, produttori di caffè tostato, macchine di caffè, macchinari, accessori e servizi. Così anche in questa edizione gli operatori del settore hanno avuto la possibilità di fare un confronto tra varie miscele e gli assaggiatori di tastare i risultati ottenuti al banco di degustazione della FIPE, Federazione Italiana Pubblici Esercizi, per verificare la qualità percepita e individuare la via del successo nella caffetteria.

La qualità dell’espresso è stata al centro di dibattiti e workshop, il 24 e il 25 ottobre. In particolare si è costituito un Consorzio composto di 16 marchi del settore che ha presentato il progetto per la promozione della candidatura dell’espresso a patrimonio immateriale dell’Unesco. “Se il caffè turco è stato riconosciuto patrimonio dell’Unesco, perché non può esserlo anche l’espresso?”, ha evidenziato l’ideatore dell’iniziativa, Giorgio Caballini di Sassoferrato, presidente Dersut Caffè e Gruppo Triveneto Torrefattori Caffè. Perciò, il Consorzio sta lavorando per tutelare l’espresso italiano tradizionale, mentre TriestEspresso ha chiuso con un bilancio positivo.