Immigrazione, fermato presunto scafista dopo naufragio al largo della Libia

Fermato il presunto scafista del gommone naufragato nei giorni scorsi al largo delle coste libiche dove, tra le onde, sono scomparsi 27 migranti. In manette e’ finito Francis Atsu Logosu, 28 anni, originario del Ghana. Il giovane faceva parte dei 93 superstiti tratti in salvo nel canale di Sicilia e sbarcati ieri nel porto di Pozzallo, nel ragusano. Dovra’ rispondere non solo del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina ma anche della morte di 27 persone.

I testimoni prima e lo stesso scafista, reo confesso, dopo hanno raccontato agli investigatori di essere partiti in 120 e di essere sicuri di questo dato in quanto i libici li contavano uno ad uno quando salivano sul gommone. Sulle cause che hanno portato alla rottura della parte centrale del gommone ci sono due versioni, che non cambiano comunque i profili di responsabilita’ penale dello scafista.

Alcuni migranti dicono che per il sovraccarico di migranti (120 su un gommone di 11 metri), improvvisamente e’ collassata la parte centrale del gommone facendo andare in acqua decine di passeggeri. Altri, raccontano che vi e’ stata una lite sul gommone per la spartizione di quel poco pane che era stato consegnato loro prima di partire e per questo, stante il numero spropositato di passeggeri, il gommone si e’ danneggiato al centro facendo cadere in acqua tutti i migranti.

Solo in 93 si sono salvati in quanto sono riusciti ad aggrapparsi alle parti di gommone integre o per essere in possesso di una camera d’aria in uso ai gommisti che hanno tenuto come salvagente, il resto sono scomparsi tra le onde. Dopo i soccorsi in mare tre feriti gravi sono stati trasportati a Lampedusa ed una donna incinta in elicottero a Malta.

I superstiti sono rimasti aggrappati al gommone fino a quando non sono stati soccorsi da un rimorchiatore libico ma si sono rifiutati di salire in attesa dei soccorsi di navi non originarie da quel paese dal quale erano partiti, questo perche’ temevano di dover tornare indietro. Le indagini hanno comunque permesso di identificare il presunto scafista che si sarebbe accordato con i libici per condurre il gommone fino al punto di mare dove avrebbe richiesto i soccorsi per poi giungere in Italia.

Il giovane ha raccontato di essersi rivolto all’organizzazione libica per condurre il gommone cosi’ avrebbe guadagnato 1.000 dollari e per viaggiare gratis verso l’Italia. Secondo quanto dichiarato dai testimoni, gli organizzatori avrebbero incassato circa 60 mila dollari, 400 a migrante. In corso in queste ore le audizioni dei superstiti per apprendere le generalita’ dei migranti naufragati cosi’ da potere avvisare le famiglie tramite gli organi competenti. Tra i superstiti anche fratelli e cugini dei migranti scomparsi.