M5S, vincerà il comico o l’avvocato?

Grillo vuole mantenere il Movimento trasversale e pigliatutto, ma Conte vuole fare di esso un partito di sinistra ed alleato organico del Partito Democratico. Nasce da qui lo scontro tra i due

Il Movimento 5 Stelle sta palesando segni di grave crisi. Lo scontro tra il fondatore Beppe Grillo ed il capo politico designato Giuseppe Conte è acceso e vi è aria di resa dei conti, se non di scissione. Ora, la crisi del Movimento 5 Stelle viene da molto lontano. Infatti, esso nacque come movimento di protesta. Per potere governare, dapprima si alleò con la Lega e poi con il Partito Democratico. Nacque senza un vero orientamento politico e solo per contestare e smantellare il sistema. Tuttavia, protestare è una cosa e governare è un’altra.

Al momento di assumersi la responsabilità del governo, il Movimento dimostrò (e tuttora dimostra) di essere inadeguato. Questi sono i fatti.

Oggi, il Movimento 5 Stelle paga il prezzo delle sue origini. Promise di rovesciare il “sistema”. Poi, però, divenne esso stesso il “sistema” che tanto disprezzava. Basti pensare al cambio di schieramento che ci fu nel 2019, cambio che portò alla nascita del Governo più di sinistra della storia italiana. Così, il fenomeno grillino si sgonfiò.

Oggi, il Movimento 5 Stelle è privo di grandi consensi e non ha una direzione. La figura di Beppe Grillo, padre-padrone del Movimento, resta ingombrante. Grillo vuole mantenere il Movimento trasversale e pigliatutto, ma Conte vuole fare di esso un partito di sinistra ed alleato organico del Partito Democratico. Nasce da qui lo scontro tra i due. Chi la spunterà? Vincerà il comico o l’avvocato?