Lupi (Ncd), ‘da Forza Italia segnali di fine impero’

Il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, intervistato da Il Corriere della Sera, parla del futuro di Ncd e sottolinea: "Non ho paura di smottamenti, di fughe o di abbandoni: sono convinto che tra una proposta che non ha futuro, e una avventura che è un grande sogno per il futuro, tutti sapranno cosa scegliere". Della rottura con FI dice: "Volevamo ricostruire una grande coalizione dei moderati alternativa al centrosinistra in tempi brevi, ora dobbiamo pensare su tempi medio-lunghi", "purtroppo in FI non imparano dagli errori: come un anno fa, tornano ad estremizzare la loro posizione, stavolta facendo vincere il livore. Constato che questa decisione di bruciare i ponti con noi, dicendo no alla proposta di ricostruire il fronte moderato, rischia di ridurli ad una minoranza sempre più estremistica. Sono segnali di fine impero: bruciare la città che si è costruita è sempre molto triste".

Secondo Lupi Forza Italia alleandosi con la Lega "non solo si relega alla sconfitta elettorale" ma si mette "a rimorchio di Salvini, rinunciando ad essere il baricentro di una coalizione che aveva nella sussidiarietà, nella libertà, nelle battaglie comuni di laici e cattolici, ad esempio la difesa della fami glia, la sua ragion d’essere. Con la scelta di tentare la campagna acquisti fra di noi per essere determinanti rispetto a Renzi, o se va male andare alle elezioni con il Consultellum che permetterebbe loro di sperare non di vincere ma di essere una minoranza che al massimo può puntare a un futuro governo di larghe intese, si muovono come se non ci fosse un futuro".

Lupi parla anche delle prossime alleanze elettorali di Ncd per le elezioni regionali: "Noi avevamo detto con chiarezza che le Regionali dovevano essere un’opportunità per ricostruire una proposta chiara di alternativa al Centrosinistra. Si è vista la risposta di FI… Noi oggi confermiamo la necessità di lavorare con chi, al governo, come ammettono loro stessi fa ‘cose di destra’, realizzando punti importanti di quello che fu il nostro programma, come la detassazione per i giovani neoassunti. La nostra è stata la scelta giusta, non la loro, perché vogliamo cambiare l’Italia. Quindi, per le Regionali valuteremo insieme ai nostri dirigenti e sul territorio quali scelte fare".

Sulle voci che lo danno come candidato ideale per il centrodestra berlusconiano alle Comunali di Milano del 2016 commenta: "Non ho mai fatto scelte politiche pensando all’esito o al raggiungimento di un posto o di una poltrona. Chi mi descrive in questo modo davvero non mi conosce. Io non penso al 2016, ma a come arriveremo al 2016. Per questo siamo al governo, quel governo che come scrive il Giornale fa ‘cose di destra’… Rivendichiamo la nostra scelta di un anno fa".