Legge elettorale, Zanda (Pd): se Fi si sfila commette un grave errore

L’obiettivo della legislatura "è il 2018", portare a compimento la riforma della legge elettorale non significa "assolutamente" andare alle urne, "ma un Paese come l’Italia non può stare senza legge elettorale". E’ quanto afferma il presidente dei senatori del partito democratico Luigi Zanda in un’intervista a L’Avvenire. E sull’ipotesi che Berlusconi voglia abbandonare il tavolo delle riforme dice: "Sbaglierebbe molto se si sfilasse. Se Fi si sfilasse sarebbe un vulnus al percorso riformatore. E’ interesse dell’Italia che le riforme si facciano a larga maggioranza. La nostra intenzione – spiega – è di approvare la legge elettorale al Senato entro gennaio, con un continuo raccordo con la Commissione affari costituzionali della Camera in modo da ridurre al minimo le necessarie modifiche".

Zanda ricorda che "il problema numero uno in Italia – ma non solo, basti pensare alle attuali difficoltà del presidente Obama – è quello di avere un governo che possa governare. E’ questo è il principio a cui ci siamo sempre ispirati". E sulle perplessità che potrebbero venire da Ncd Zanda ricorda: "Ncd ha effettuato una dolorosa scissione da Fi in nome della governabilità. Credo che rimarrà fedele a questa linea". Zanda rinnova quindi l’invito al M5S a partecipare al processo di riforme "nonostante il comportamento violento e illiberale tenuto ieri sera nell’Aula del Senato. Per noi le riforme vanno approvate con la maggioranza più ampia possibile. Finora il M5S si è autoescluso, ma credo che sia anche suo interesse partecipare al disegno riformatore".

Noi italiani "non siamo i soli" a polemizzare con Junker sui burocrati. "Sul Financial Times del 23 ottobre c’è un articolo che racconta come ben 14 membri dell’Ue abbiano fatto un passo ufficiale per chiedere che sul trattato di libero scambio tra Ue e Usa il presidente Junker non tenga conto del parere del suo capo di gabinetto, Martin Selmayr". Questo, per Zanda, significa che "evidentemente, c’è un problema di cambio di passo nelle politiche economiche europee che è sentito, non solo dall’Italia, ma da tanti Paesi, tra cui Francia e Germania". E aggiunge: "Nessuno in Italia hai mai detto che attuare politiche di sviluppo significhi non rispettare i vincoli di bilancio. Da noi la disoccupazione ha assunto livelli drammatici. E vorrei anche dire a chi si preoccupa del nostro debito pubblico che senza sviluppo il debito non riusciremo mai a ripagarlo".

"Le unioni di fatto sono un fatto, lo ha detto il Cardinal Pompedda. E uno Stato laico ha il dovere di regolarle". Zanda ricorda  anche che il regolamento del gruppo Pd di Palazzo Madama – che oggi si riunisce proprio su questo tema – "prevede sui temi etici libertà di coscienza".