Comites, Giovani Italiani Bruxelles: in Belgio solo il 2,5% sa cosa sono

Non li conosce quasi nessuno, sono i Comites, il “Comitato degli Italiani Residenti all’Estero”: soltanto il 2,5% degli intervistati residenti in Belgio sa cosa sono, secondo un recente sondaggio. A riferirlo è l’associazione Giovani Italiani Bruxelles.

I Comites, spiega l’associazione in una nota, “hanno un budget elevato tramite la Farnesina e tra poco più di un mese ci saranno le elezioni per il loro rinnovo. Un altro organismo di rappresentanza è il CGIE, il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero. Il Comites è l’organo di rappresentanza degli italiani all’estero nei rapporti con le rappresentanze diplomatico-consolari. Il Cgie svolge attività consultiva per il Governo sui temi di interesse per gli italiani all’estero. E’ composto da 94 Consiglieri, di cui 29 di nomina governativa e 65 eletti direttamente all’estero da ‘grandi elettori’, espressione dei Comites e delle associazioni italiane all’estero. Entrambi gli organismi hanno gestito budget da circa 50 milioni di euro l’anno”.

Nel comunicato diffuso dall’associazione, si ricorda – fra le altre cose – che per il rinnovo dei Comites “potranno votare tutti i cittadini italiani che hanno compiuto 18 anni alla data del 19 dicembre 2014, iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE) e residenti nella circoscrizione consolare di riferimento da almeno sei mesi e che, ovviamente, godono dei diritti politici; ma, novità introdotta quest’anno, solo qualora ne abbiano fatto espressamente richiesta alla sede consolare di competenza, entro e non oltre il 19 novembre 2014. Alla richiesta è necessario allegare la copia di un documento di identità valido”.

Che pensa Giovani Italiani Bruxelles? “Giovani Italiani Bruxelles non ha candidati tra le varie liste che si presentano in Belgio, ma segue queste elezioni da vicino. Alcune domande sorgono spontanee: sono davvero la forma di rappresentanza politica e amministrativa adeguata per i giovani emigrati? Esistono delle valutazioni dell’operato di queste strutture nel passato? Cosa potrebbero fare di diverso rispetto a quello che e’ stato fatto finora? Ci sono i margini per rendere una struttura che fa fatica a rispondere alle esigenze attuali della popolazione degli italiani all’estero piu’ efficace e reattiva alle necessita’ odierne?”.

Giovani Italiani Bruxelles chiede un confronto con i candidati “per capire meglio se le loro proposte sono davvero rilevanti per la nuova emigrazione giovanile. Non ci piace, ad esempio, che gli italiani all’estero non iscritti all’AIRE – cioe’ un alto numero di giovani emigrati come spesso abbiamo detto – non possano votare. A Bruxelles, e in generale in Europa, esiste un bacino di potenziali utenti e elettori del COMITES che vengono tagliati fuori dal voto a causa di regole che rendono complessa la partecipazione al voto. La gestione dei Comites e l’elezione dei propri rappresentanti, da qualche tempo, è diventata una questione problematica. Già durante i dibattiti elettorali delle scorse elezioni politiche, alcuni candidati della Circoscrizione Estero avevano cercato di contattare i rappresentanti di questi organi e, non avendo ottenuto risposta, avevano sollevato il problema di una maggiore trasparenza. Inoltre, nei dibattiti pubblici organizzati durante la campagna elettorale, tutti i candidati delle differenti liste hanno confermato che i Comites non pubblicano i bilanci”.

L’associazione nelle prossime settimane promette di organizzare un dibattito con i candidati in Belgio. Chi sono i candidati?

“A Bruxelles ci saranno due liste, entrambe ufficialmente apartitiche, anche se contano con l’appoggio politico di vari partiti e associazioni rappresentanti della società civile. ‘Fare e Rappresentare Bruxelles’ e ‘Comites è Partecipazione’”.