Rischiano di allungarsi i tempi per la legge di stabilità. In commissione Bilancio giovedì pomeriggio c’era ottimismo sul fatto che si sarebbe iniziato a votare gli emendamenti, a partire dall’articolo 1, ma non certo sul fatto che il testo sarà licenziato entro venerdì per essere in aula sin dall’inizio della prossima settimana, come attualmente previsto dal calendario di Palazzo Madama. "Stiamo lavorando alacremente – spiega il presidente Antonio Azzollini – ma non ce la faremo". Se non ce la faranno, attacca Luciano Uras di Sel, sarà "soprattutto per la caterva di emendamenti presentati dalla maggioranza. I principali obiettivi di Sel restano tutti gli interventi destinati al lavoro e agli ammortizzatori sociali. Tuttavia, da parte nostra non sarà esercitata alcuna forma di ostruzionismo e non concederemo alibi per il rinvio delle scadenze già calendarizzate".
Sel comunque è tornata a opporsi all’emendamento sulla sdemanaliazzazione degli stabilimenti balneari, anche se Azzollini è tornato a spiegare, dopo la conferenza stampa di ieri del Pdl, che "le spiagge non si vendono, al contrario si parla di una risistemazione delle concessioni, e poi sarà fatto non per finanziare la legge sulla casa che invece avrà una nuova ridefinizione credo concordata tra tutti. Non è assolutamente una partita di giro per finanziare i balneari". Proprio per quanto riguarda la questione casa anzi "di poter avere un gettito che sia commisurato a quello del 2013 quindi non un aggravio fiscale per i cittadini e speriamo anche in alcune semplificazioni che per noi sono altrettanto importanti. Stiamo raggiungendo un accordo su questo, sono convinto che ci si riuscirà".
Dove non pare esserci accordo è su un emendamento presentanto dal Pdl, che punterebbe a ‘rottamazione delle cartelle esattoriali’: "Così com’è, non può passare" spiega il relatore del Pd, Giorgio Santini: "va bene il principio dell’adeguamento mac’è’ un limite invalicabile che è quello che le norme fiscali vanno rispettate".
L’altra novità riguarda l’idea della Lega di tassare il Grande Raccordo Anulare di Roma. "68 kilometri di strada, 58 milioni di utenti all’anno. Gratis – scrive su Facebook Matteo Salvini – Con tutto il rispetto per gli amici romani, vi pare giusto???". L’istituzione di un pedaggio, che equiparrebbe il Gra di Roma alla tangenziale milanese, non piace però al sindaco della Capitale Ignazio Marino. "Il Grande Raccordo Anulare è una arteria gestita dall’Anas che è utilizzata quotidianamente da milioni di cittadini e pendolari. Tassarla significherebbe paralizzare le consolari della Capitale e incidere pesantemente sulle tasche di tante famiglie". Un’ipotesi, tra l’altro, figlia esclusiva di un’ideologia politica ben precisa che porterebbe molti più danni all’utenza rispetto agli ipotetici benefici di cassa".






























Discussione su questo articolo