Lavoro, ma i sindacati da che parte stanno? – di Leonardo Cecca

Finalmente il grande giorno dello sciopero generale tanto agognato dai sindacati si avvicina, devono solo stabilire la data. Quale migliore occasione per dimostrare ai lavoratori ed a coloro che il lavoro non lo hanno che i sindacati rappresentano l’ultimo baluardo contro il padronato, contro lo stato sgrassatore e che i sindacalisti tutti si fanno in quattro per difenderli?

Una domanda vorrei porre a questi luminari dei sindacati: ma che senso ha difendere una legge sul lavoro quando il lavoro non c’è e che, se andiamo a vedere, gran parte di questa carenza di lavoro è dovuta proprio allo strapotere che è stato dato loro e che è stato utilizzato nel modo più inopportuno, pertanto, molti imprenditori o chiudono o delocalizzano.

Sicuramente in una delle tante assemblee e/o discorsi i capipopolo spiegheranno perchè non organizzano scioperi per far costruire i termovalorizzatori invece di portare, naturalmente pagando, i rifiuti all’estero e poi comprare a caro prezzo l’energia elettrica con essi prodotta? Spiegheranno per quale motivo non scioperano per permettere lo sfruttamento delle risorse petrolifere esistenti in Basilicata, non scioperano per fare realizzare le grandi opere, eccetera.

Sono tutti grandi lavori che, oltre ad essere pagati in parte da fondi europei e da privati, permetteranno oltre ad impiegare manodopera anche di produrre ricchezza ed energia, quell’energia di cui menti ottuse ci hanno privato con l’abolizione del nucleare. Sicuramente diranno che c’è l’opposizione degli ambientalisti, ma c’è anche, che peccatore che sono, l’inconfessabile motivo secondo il quale, se un domani i lavoratori non avranno lamentele da fare, ai sindacalisti non resterà altro che mettersi la tuta ed andare a lavorare.

Se nei vari comizi avanzasse del tempo, potrebbero anche spendere qualche parola su quelle "malignità" apparse su alcuni quotidiani secondo le quali si parla di numeri ballerini circa i tesserati che aumentano quando si fanno i negoziati e poi diminuiscono quando si tratta di versare la quota alle federazioni internazionali. Una menzione meriterebbe anche quanto asserito dalla Pina Picierno del Pd: "Potrei ricordare che la Camusso è stata eletta con tessere false o che la piazza di San Giovanni è stata riempita con pullman pagati".