Lavoro, Landini (Fiom): il governo non rispetta i lavoratori

A chi gli chiede di entrare in politica risponde che lui, segretario generale della Fiom, fa il sindacalista, ma "di un sindacato che rivendica un ruolo politico", come spiega in una intervista a Repubblica: "Io non mi chiamo Matteo e non mi candido. Il mio mestiere è nel sindacato, un sindacato che il governo vorrebbe sminuire e confinare nelle aziende, ma che invece ha un ruolo politico e deve poter dire la sua, sul lavoro e non solo".

E al ministro Poletti che lo accusa di non rispettare il lavoro del Parlamento così replica: "Non sono io a non avere rispetto. Siamo in presenza di un governo che chiede una delega in bianco di dubbia costituzionalità e che di fatto esenta il Parlamento del suo ruolo. Un governo che vuole cambiare il lavoro senza discuterne con le organizzazioni sindacali che rappresentano milioni di lavoratori, e senza tener conto di chi ha scioperato. Un governo che non è stato eletto dal popolo su questo programma, e un partito di maggioranza che non ha ancora capito che chi lo ha votato ora è contro di lui". E aggiunge: "Renzi non solo non ascolta e non discute, ma non ha nemmeno capito che non ha più il consenso di chi lo ha votato. La verità e chi fa politica non capisce più cosa stia succedendo nel Paese: come non preoccuparsi del tatto che la metà degli italiani non vota più? Se metà del sindacato non sciopera io mi preoccupo".